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Il numero 9 raccoglie i comunicati stampa dell'agosto del 2014. Nel primo articolo abbiamo chiesto di conoscere se il comune di Formia ha incassato i canoni del consorzio BIM (Bacino Imbrifero Montano) dovuti dall'ENEL ai comuni montani nei quali è presente una o più centrali idroelettriche, come il comune di Formia. In caso affermativo abbiamo chiesto di conoscere come sono stati spesi. Nel secondo articolo abbiamo chiesto che si riparta con la politica abitativa pubblica per dare una risposta agli oltre 200 i nuclei familiari che hanno fatto richiesta di un alloggio di edilizia pubblica, d'altronde il comune di Formia è inserito nell’elenco dei comuni definiti ad alta tensione abitativa, per la presenza di quartieri, soprattutto periferici, nei quali l’emergenza abitativa si sovrappone a disagi di tipo sociale ed occupazionale. Nel terzo articolo abbiamo chiesto che gli impianti sportivi di proprietà comunale siano tolti dalle mani dei soliti noti e restituiti alla cittadinanza. La stessa assessore allo Sport Eliana Talamas ha dichiarato che ci sono state numerose irregolarità per quanto concerne gestione e responsabilità degli impianti. Molte società hanno i contratti scaduti, altre hanno beneficiato di affitti calmierati in cambio di ristrutturazioni che non sono state realizzate. Nel quarto articolo abbiamo denunciato l'ennesimo regalo fatto dall'amministrazione comunale ad un'associazione amica, con la concessione per un mese del parco “De Curtis”, quantunque esso sia un bene comune e tutelato da numerosi vincoli paesaggistici ed archeologici, per la presenza di reperti di una villa nei primi secoli dell’Impero romano. Nel quinto articolo abbiamo denunciato come l'Estate formiana 2014 sia stato in un pozzo senza fondo. Il finanziamento più consistente, circa 30mila euro, è stato stanziato per finanziare la manifestazione “Formia Estate 2014”. Nel sesto articolo abbiamo chiesto di rimandare la discussione sulla variante al Piano Regolare Generale che si sarebbe tenuta nei giorni successivi, in consiglio comunale, in particolare, perché presenti dirigenti oggetto di indagine da parte della procura, di cui nostro malgrado abbiamo appreso il loro “modus operandi”, per niente condivisibile, assolutamente lontano dall’interesse generale, del tutto inadeguato a garantire la correttezza dello svolgimento delle pratiche che i cittadini presentano. Nel settimo articolo abbiamo denunciato la mancata costituzione parte civile del comune di Formia nel processo a danno degli amministratori della Formia Servizi, nonostante che la Corte dei Conti – sezione Lazio – abbia quantificato il danno per le casse comunali in € 1.427.000.

circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

I canoni del consorzio BIM sono stati incassati? Se sì come sono stati spesi i soldi?

31 Agosto 2014

Nell’agosto del 2011 chiedemmo alla giunta Forte come intendesse procedere nel recupero dei canoni, circa 3milioni di euro, che l’ENEL aveva accumulato a danno dei comuni compresi nel consorzio BIM (bacino imbrifero montano).

Ovviamente nessuna risposta ci venne data.

Per capire come si sia potuti arrivare a dover riscuotere un credito così elevato, bastò leggere un allegato scovato sul sito del comune di Lenola, pubblicato nell’aprile del 2010.

La normativa vigente stabilisce che i concessionari di derivazioni d’acqua per forza motrice aventi potenza nominale superiore a 220 k/N sono soggetti al pagamento di sovracanoni ai comuni che comprendono nel loro territorio dei bacini imbriferi e montani, cioè zone dove si raccolgono le acque piovane. Nel nostro caso l’Enel che produce energia idroelettrica tramite lo sfruttamento dell’acqua di tali bacini è tenuta a pagare un canone di utilizzo ai comuni in cui essi sono localizzati. Con Decreto 12323/4A del 17/05/1956 l’allora prefetto della Provincia di Latina costituì il Consorzio della Provincia di Latina proprio ai sensi dell’art. 1 della legge 959 del 1953; dovrebbero far parte di questo consorzio i Comuni di Roccamassima, Lenola, Campodimele, Itri, Formia, Spigno Saturnia, Castelforte e SS. Cosma e Damiano.

La sede trovò posto nel Comune di Formia, anche se a quanto ci risulta di tale ufficio nessuno ne è mai stato a conoscenza, tant’è che da noi interpellati, via emai, i responsabili della Federbim (Federazione Nazionale dei Consorzi di Bacino Imbrifero Montano), ci risposero che anche loro non ne sapevano più nulla da anni. Il servizio di Tesoreria per il Consorzio era stato dato in gestione al Banco di Napoli e che in data 13/06/1985 il c/c bancario di cui era titolare il consorzio presentava un saldo di Lit. 5.658.761 ed interessi di Lit. 747.319. Il Ministero dei Lavori Pubblici – in un periodo che va dal 19.06.1984 al 24.11.1994 – stanziò circa 100milioni di lire in favore del Consorzio.

In una riunione tenutasi poi nell’aprile del 2010 a Campodimele i comuni compresi nel Consorzio decisero di procedere al recupero dei sovracanoni BIM per gli anni pregressi. Il primo atto conseguente fu la riattivazione degli organi di governo, tra cui l’assemblea, da cui poi la nomina dei due rappresentanti per il comune di Formia. Ci risulta infatti che l’unico provvedimento agli atti del consiglio comunale fu la nomina dell’allora assessore Manna (per la maggioranza) e dell’allora consigliere comunale Filosa (per l’opposizione) a rappresentare l’ente comunale nella nuova assemblea del consorzio BIM.

Sarebbe utile intanto sapere dai nostri amministratori quale è la parte spettante al comune di Formia, qual’è lo stato dei procedimenti in corso per la riattivazione del Consorzio; quali sono gli atti amministrativi che sottintendono tale procedimento; quali passi intende intraprendere il nostro comune nel caso in cui si dovessero verificare difficoltà nel recupero del credito.

Speriamo che l’amministrazione Bartolomeo trovi il tempo per dare una risposta soddisfacente alle nostre domande.

Gennaro Varriale

segretario del Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

La politica abitativa “pubblica” ha bisogno di una marcia in più

24 Agosto 2014

Nel Luglio 2014 abbiamo saputo che la giunta regionale del Lazio, con la Deliberazione n. 485 del 22/7/2014, ha autorizzato l’ATER della provincia di Latina a spendere 6.495.048,47 Euro per la realizzazione di un piano di interventi per la manutenzione straordinaria degli immobili esistente e per la realizzazione di nuove costruzioni: Cori (15 alloggi) Aprilia (47 alloggi), Latina (24 alloggi), Itri (15 alloggi).

Nulla di nuovo verrà invece realizzato nel comune di Formia, nonostante siano oltre 200 i nuclei familiari che hanno fatto richiesta di un alloggio di edilizia pubblica. Sfogliando l’albo pretorio dell’ATER della provincia di Latina abbiamo rintracciato tre atti che riguardano la nostra città.

Il primo riguarda un conferimento di incarico collaudo tecnico-amministrativo lavori manutenzione Comune di Formia affidati all’Impresa EDILSAFER srl, con sede in Anzio. Il prezzo di aggiudicazione dell’appalto è stato di 1.185.875,00 euro (data:3/9/2010); Il secondo riguarda i lavori di costruzione di 5 alloggi da realizzarsi al piano porticato di due edifici ATER, siti nel Comune di Formia, loc. Scacciagalline, lotto 8°, via Rio Fresco, finanziati con i fondi di cui alla DGRL n.4060/1997 – legge 457/78.

I lavori sono stati aggiudicati all’impresa IRIS srl, con sede in Fondi, ma non sono mai iniziati a causa dell’opposizione degli inquilini residenti, che hanno impedito all’azienda fondana di procedere nella realizzazione degli appartamenti, nonostante la giunta Forte avesse scommesso molto sull’operazione, tanto da aver pubblicizzato a mille il finanziamento di oltre 400mila ottenuto per i 6 alloggi, poi evidentemente divenuti in corso d’opera 5.

Il terzo riguarda i Lavori di manutenzione straordinaria e risanamento conservativo di n. 2 edifici di ERP comprendenti n. 72 alloggi, nel Comune di Formia – P.d.Z. 167, località “Scacciagalline”, lotto 9° scale A-B-C-D,da finanziarsi con i fondi derivanti dalla vendita degli alloggi ex lege 560/93 (costo Euro 8.172.060). Vista l’esosità dell’importo abbiamo voluto approfondire la questione.

Navigando sul web abbiamo scoperto che l’intervento ha riguardato il recupero e il miglioramento energetico e architettonica di due edifici degli anni novanta. In particolare la progettazione partecipata nella riqualificazione dei ballatoi ha portato alla trasformazione di un usuale spazio di passaggio in uno luogo semi-privato di incontro. Fondamentale è stato il dialogo con gli utenti e con l’ufficio manutenzione dell’Ater, che ha permesso al gruppo di progettazione di individuare gli ambiti e le priorità di azione, al fine di ottimizzare le risorse economiche previste per un normale intervento di recupero primario.

Insomma un buon esempio di intervento pubblico per dare ai cittadini un luogo decente in cui vivere. Sempre sul sito dell’ATER di Latina abbiamo potuto anche consultare il PROGRAMMA DI ATTIVITÀ’ ANNO 2014, nel quale è prevista una spesa di 2milioni di euro per la realizzazione di un cappotto e della copertura di 116 (78 in affitto e 38 riscattati) alloggi popolari, scale A-M, in località “Scacciagalline”.

Nel quartiere di Penitro invece sono stati realizzati (anno 2009) 24 alloggi di edilizia residenziale economica e su cui sono incorso delle indagini da parte della guardia di Finanza. Nel 2012 l’allora sindaco Forte promise che ne sarebbero stati realizzati altri 14, per una spesa di circa 2milioni di euro, pare che però l’ATER non ne sapesse nulla, così come non si è saputo nulla dell’accordo tra l’ATER e il comune di Formia per la costruzione di 72 alloggi nell’EX LOTTO 9, di cui si doveva discutere nel consiglio comunale del 9 luglio 2007.

Mentre si continua a discutere nelle stanze “segrete” del potere della variante al P.R.G., di cui si sa ancora pochissimo per una scelta precisa dell’amministrazione, l’unica certezza è che sono oltre 200 le famiglie che ingrossano le file dei richiedenti un alloggio popolare, perché non possono nemmeno sostenere l’affitto di un alloggio, figurarsi il suo acquisto.

Sarebbe il caso di effettuare il censimento degli alloggi popolari presenti nel territorio comunale; procedere alla verifica di quanti hanno ancora i requisiti per abitarci, così da sanzionare eventuali abusi; chiedere, con forza, alla regione Lazio di stanziare i soldi necessari alla realizzazione di un numero sufficienti di alloggi popolari. Il comune di Formia è inserito nell’elenco dei comuni definiti ad alta tensione abitativa, per la presenza di quartieri, soprattutto periferici, nei quali l’emergenza abitativa si sovrappone a disagi di tipo sociale ed occupazionale.

Diamo una sveglia al consiglio regionale, i cui interessi, da quello che leggiamo, sono rivolti in altra direzione, visto l’impegno con il quale hanno approvato le modifiche in corso al piano casa grazie ad un emendamento del consigliere Sbardella jr., che permetterà di edificare anche in aree protette ( i ricchi palazzinari) e in più, un premio a chi ha costruito in maniera abusiva sulle spiagge.

Insomma a chi niente e a chi troppo.

Gennaro Varriale

segretario del Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

Impianti sportivi:«siano restituiti alla cittadinanza»

19 Agosto 2014

Finalmente nello scorso Luglio è stato pubblicato il regolamento per la disciplina della gestione ed uso degli impianti sportivi comunali. Passo importante, sebbene tardivo, pensando ai tanti gestori che in assenza di regole hanno fatto profitto di affidamenti quantomeno discutibili dal punto di vista dell’opportunità. L’atto segue quello del 5 Aprile 2012 con cui la giunta comunale di centrodestra, con delibera n.69, si limitò ad approvare le linee di indirizzo per la prosecuzione delle concessioni in uso di impianti e strutture sportive di proprietà comunale.

Noi riteniamo che in questa materia, oltre la salvaguardia dell’interesse degli abitanti, sia necessaria trasparenza e chiarezza, soprattutto sui dati economici relativi alle concessioni: canone percepito dal comune ed incassi dichiarati dai concessionari.

Siamo sicuri che sul punto troveremmo l’accordo dell’assessore allo Sport Eliana Talamas, visto che nel settembre 2013, ammettendo il caos che regna sui campi, ebbe a dire: “Abbiamo ereditato una situazione di totale anarchia per quanto concerne gestione e responsabilità degli impianti. Molte società hanno i contratti scaduti, altre hanno beneficiato di affitti calmierati in cambio di ristrutturazioni che non sono state realizzate. C’è bisogno di ricostruire dalle macerie. Dobbiamo riappropriarci del patrimonio comunale. Per questo è stato istituito un gruppo di lavoro incaricato di censire gli impianti e il tessuto societario per verificarne l’aderenza ai parametri imposti dalle procure federali e dai principi di trasparenza giuridico-amministrativa”.

Non sappiamo se l’assessore abbia trasmesso alla procura della repubblica di Latina le informazioni di cui è venuta in possesso. Possiamo solo sperarlo visto che, nel caos riscontrato e nel mancato rispetto dei patti sono ravvisabili molti reati, tra cui l’omissione di atti d’ufficio per la mancata adozione dei provvedimenti amministrativi conseguenti, o quantomeno per la segnalazione dei reati di cui si è venuti a conoscenza.

L’adozione del regolamento per alcuni versi è un fatto positivo, per altri non lo è. A nostro avviso è importante che la Giunta determini le tariffe per l’uso; ancora più importante è che entro l’anno il dirigente provveda alla pubblicazione del PIANO DI UTILIZZO ANNUALE degli impianti (art.13) con un ELENCO che, recependo i risultati del CENSIMENTO in atto, distingua quelli senza rilevanza economica per cui non c’è finalità di lucro e la manutenzione straordinaria è a carico del comune (art 23), da quelli rilevanti, per cui la manutenzione straordinaria è a carico del gestore, con la possibilità di gestire attività commerciali e pubblicità all’interno (art. 24). Vogliamo segnalare che l’articolo 24, può essere l’occasione per gli attuali gestori di continuare il possesso su strutture sportive da cui già hanno tratto profitto (vedi i campi di Via Cassio, i campi da tennis di Gianola, ed altri), a discapito degli abitanti per cui quegli impianti sono stati realizzati.

Infatti, molte di queste strutture ricadono tra le aree per spazi pubblici attrezzati per il gioco poste da norma (vedi DM 1444/68) a servizio degli insediamenti residenziali. Quindi tali da essere impiegate gratuitamente o a prezzo calmierato, pertanto incompatibili con un’attività economica.

Appare superfluo, ma necessario, ribadire che il nuovo regolamento deve sottrarre il patrimonio comunale al monopolio familiare di alcuni e come più volte denunciato nel corso di questi anni, senza che politici conniventi muovessero dito alcuno.

In questi anni la magistratura si è dovuta sostituire alla politica nella difesa degli interessi della collettività, laddove la politica si è dimostrata incapace di farlo, ostaggio dell’interesse particolare a danno di quello generale.

La politica di palazzo si liberi delle logiche affaristiche del “Sistema Formia”.

Noi lo pretendiamo.

Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

Il parco “DE CURTIS” cambia padrone

13 Agosto 2014

Il parco “DE CURTIS” posto a ovest del lungomare di levante, ha una superficie di oltre 37000 mq, divisa dalla strada interna e dai fabbricati in quattro aree verdi di circa 8000 mq ciascuna. Nell’attuale PRG l’area è definita F3: parco pubblico di interesse paesaggistico e archeologico, la cui destinazione d’uso è “parco alberato con la tassativa esclusione di ogni attività edificatoria anche se a carattere pubblico”. Inoltre, l’area è ricca di vincoli paesaggistici ed archeologici, per la presenza di reperti di una villa nei primi secoli dell’Impero romano.

Nello scorso giugno, in una conferenza stampa, alla presenza del sindaco Bartolomeo è stata presentata la manifestazione “Summer Village”, durata 1-31 Agosto, organizzata dall’associazione “La Magica” dell’ex-candidato sindaco Augusto Ciccolella, con altri componenti del gruppo responsabile della “gestione organizzativa”. L’iniziativa prevede la divisione del parco in tre aree: “Food e beverage”, “Ludica” e “Spettacoli”, all’interno delle quali saranno organizzate diverse iniziative a pagamento: nell’area ludica si prevedono almeno tre iniziative con un prezzo all’ingresso di €5.00; nell’area spettacoli, attrezzata con palco stabile e sedie, sono previsti sette eventi in cartellone al prezzo di €10.00. Mentre nell’area Food sono stati installati, fissi per il mese intero, gazebo e tavoli per le consumazioni. La quarta area del parco, fuori dal “Summer Village”, tanto per cambiare è rimasta come sempre parcheggio”. A queste vogliamo aggiungere anche il parcheggio di fronte il lido “SANTO JANNI”, che rientra nella superficie del parco, ma che il proprietario del lido gestisce in modo esclusivo, riservato ai propri clienti, senza nemmeno esporre gli estremi della concessione ammesso che l’abbia.

Questo dopo che la giunta regionale del democratico Zingaretti con la delibera n.295 del 27.05.2014, su richiesta del Comune di Formia, ha concesso in locazione per un anno il Parco De Curtis, ad un canone di 2.605,71 euro/anno. Secondo quanto previsto dalla Legge finanziaria regionale 2006, che dà possibilità alla regione di locare immobili del proprio patrimonio a soggetti con finalità non lucrative. Non Lucrative.

A stretto giro, il 30.05.2014 il comune di Formia emette il Bando per la concessione di contributi economici a sostegno delle attività culturali da realizzare nel corso di Formia Estate 2014; quindi il 4.07.2014 pubblica la “GRADUATORIA FINALE” del bando, dove l’associazione “La Magica” riceve ben 19mila euro.

Detto questo, vogliamo porre delle domande, alla Città, a quanti hanno creduto nella primavera Formiana, al sindaco Bartolomeo, agli assessori Manzo e Marciano, al comitato Mamurra, che nel 2012 hanno chiesto la revoca della delibera della Giunta Forte per l’area Camper. Ma secondo voi, occupare il parco per oltre un mese, con strutture fisse è un fatto temporaneo? La sistemazione attuale dell’intera area è compatibile con il vincolo paesaggistico ed archeologico? Ammesso che ciò lo fosse, far pagare il biglietto, quindi interdire l’accesso ad aree interne – se non a tutto il parco – è compatibile con la destinazione di parco pubblico? È compatibile con le finalità non lucrative imposte dalla Regione?

La dottoressa Cassieri della soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio, già sollecitata da noi lo scorso anno, sul parco aveva chiaramente affermato: “A suo tempo sollecitata in qualità di funzionario responsabile da un’associazione locale, come Soprintendenza abbiamo rappresentato al Comune di Formia la necessità di eliminare qualsiasi struttura (sosta camper) o comunque di non rinnovare concessioni et similia dato l’interesse paesaggistico e archeologico dell’area. Credevo che tutto fosse stato risolto (o perlomeno così ci avevano assicurato), ma a quanto pare non è così…”. Allo stesso modo siamo curiosi di sapere cosa dirà la regione Lazio quando sarà informata che nel parco “DE CURTIS” svolgono iniziative con finalità lucrative.

Infine l’amara constatazione che se prima ad essere occupato era il parcheggio per le auto e l’area davanti il vecchio rudere, oggi, oltre il parcheggio, l’area occupata è ben più ampia, per cui la disponibilità dei cittadini che non intendono essere “intrattenuti” sarà assai limitata se non temporaneamente interdetta. Il parco “DE CURTIS” è un bene comune nel momento in cui è utilizzabile dall’intera collettività e non sottratto ad essa per essere messo a servizio del privato.

Tutti sanno dove erano collocati durante le elezioni Bartolomeo ed i vari Ciccolella, Assaiante, Acampora, ognuno dei quali ha ottenuto qualcosa dal primo. Lo confermano gli incarichi distribuiti subito dopo le elezioni ottenuti da alcuni e i benefici economici ottenuti da altri.

Nel parco “DE CURTIS” al gioco delle tre carte cambia il conduttore, prima Forte oggi Bartolomeo, ma la città perde sempre. Se Bartolomeo è di sinistra, noi siamo barbari, meglio marxiani, confermando ancora una volta la correttezza della linea politica espressa durante le elezioni, nonostante il severo risultato elettorale che oggi brilla in tutta la sua onestà.

Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

L’Estate formiana 2014 è un pozzo senza fondo

7 Agosto 2014

Nel Maggio scorso l’attuale amministrazione di centro-destra-sinistra ha deliberato di attribuire i soldi per la manifestazione “Formia Estate 2014” tramite bando di gara, a cui potevano partecipare le associazioni senza scopo di lucro regolarmente iscritte all’albo comunale delle Associazioni.

Molte quelle che hanno aderito, quattro appena quelle che hanno beneficiato del contributo comunale, tra cui quella dell’ex-consigliere comunale Augusto Ciccolella. Quest’ultimo finanziamento ha generato una valanga di polemiche.

Ovviamente non è stato possibile conoscere il contenuto dei progetti finanziati, non essendo gli stessi disponibili online. Nel bando di gara è stato previsto che il Comune di Formia avrebbe finanziato la manifestazione con 30mila euro, ma che qualora le disponibilità di bilancio lo avesse consentito, la somma sarebbe stata ulteriormente incrementata con provvedimento della Giunta Comunale.

Provvedimento che è giunto dopo appena due mesi. La delibera n.266/2014 ha infatti aumentato di 1/3 l’importo del budget della manifestazione “Formia Estate 2014” , sottolineando che ad essere finanziate sarebbero state le associazioni, secondo la graduatoria di merito approvata dalla commissione aggiudicatrice.

La delibera n.273/2014 ha quantificato l’incremento in 10mila euro. Peccato non essere riusciti a capire a chi siano andati questi ulteriori soldi. Nessuna delle due delibere lo spiega chiaramente. Però non è finita qui.

Infatti la manifestazione “Formia Estate 2014” non poteva certo bastare, stante la voglia di divertimento in tempi di crisi dei cittadini e la volontà dell’amministrazione comunale di accontentare un po’ tutti. Infatti la giunta comunale ha deciso di essere di manica larga, finanziando altre iniziative. Con deliberazione n.275/2014 ha approvato il programma delle iniziative dell’estate 2014, proposto dall’assessora allo sviluppo economico, importo 12mila euro, e con deliberazione n.274/2014 ha approvato il programma delle iniziative dell’estate 2014, proposto dall’assessore alla cultura, importo 53mila euro.

Ovviamente il bando di gara in questo caso non è stato ritenuto idoneo, ma si è optato per il finanziamento diretto della singola iniziativa. Continuando a sfogliare l’albo pretorio poi ci siamo accorti di altri due finanziamenti. Il primo (DGC n.285/2014) di 1.500euro concesso all’ANSPI Don Bosco di Formia che ha presentato la richiesta per organizzare una manifestazione “Insieme in allegria” per il periodo estivo per una maggiore aggregazione dei ragazzi della città di Formia con svariate iniziative.

Il secondo (DGC n.286/2014) di 1.200euro concesso all’Associazione ASD di Penitro per lo svolgimento della manifestazione denominata “FESTA dello SPORT” “Promozioni delle tradizioni”, in data 26 e 27 Luglio 2014, a Penitro. Entrambi i finanziamenti sono a firma dell’assessore al Turismo Eleonora Zangrillo.

Facile domandarsi quali siano i criteri che hanno spinto a finanziare talune iniziative e non altre, mancando le stesse di tutti i riferimenti. Nemmeno la data nella quale sono state protocollate le due richieste è presente. Insomma siamo alle comiche.

Eppure molti dimenticano che esiste un regolamento, approvato con deliberazione del consiglio comunale n.55/1991 che disciplina la concessioni di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari a terzi. Siamo sicuri che le norme del regolamento comunale siano stati effettivamente rispettate?

Nel Marzo scorso il responsabile dell’ufficio cultura del comune di Formia ha firmato la determinazione n.60/2014 nella quale vi è scritto che viste le numerose nuove richieste di iscrizioni si procedeva all’aggiornamento dell’albo comunale, si approvava l’allegato elenco [l'allegato è imp] e si procedeva alla sua pubblicazione sull’albo pretorio del comune, nonché nella sezione Amm.ne Trasparente in ottemperanza a quanto stabilito dal d.lgs. 33/2013.

Abbiamo rivoltato come un calzino il sito del comune di Formia ma dell’albo nemmeno l’ombra.

Non sarebbe il caso che l’amministrazione comunale si decida a pubblicare l’elenco delle associazioni iscritte? Anche per fugare il sospetto che qualcuna di quelle finanziate non lo sia.

Oppure è chiedere troppo?

Gennaro Varriale

segretario del circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

E’ necessario rimandare la discussione sulla variante al Piano Regolare Generale

4 Agosto 2014

Uno dei punti all’ordine del giorno dell prossimo consiglio comunale è: “P.R.G.: STATO D’AVANZAMENTO E CRITERI PER LA ZONIZZAZIONE – DISCUSSIONE ”. Siete cosi sicuri che questa sia la discussione all’ordine del giorno? Per noi no.

Oggi, ai vertici di importanti settori dell’amministrazione, sono presenti dirigenti oggetto di indagine da parte della procura, di cui nostro malgrado abbiamo appreso il loro “modus operandi”, per niente condivisibile, assolutamente lontano dall’interesse generale, del tutto inadeguato a garantire la correttezza dello svolgimento delle pratiche che i cittadini presentano. Al di là delle responsabilità penali, che gli indagati avranno modo di chiarire, è evidente che il modo in cui si sono comportati nell’esecuzione dei loro incarichi è deplorevole per qualsiasi dirigente.

Il funzionamento della macchina amministrativa è in seria difficoltà, ammesso che questa stia funzionando; avendo appreso che molte delle persone indagate non si presentano con continuità al lavoro, attingendo ai permessi ed alle ferie loro dovuti. Da qui ulteriori domande: si vuole che il comune funzioni cosi per i prossimi mesi? Le forze politiche in consiglio non ritengono necessario risolvere questo grave problema? Evadere queste risposte è un atto politico gravissimo che, se nel breve tempo può dare respiro, non sottrae assessori e consiglieri alle loro responsabilità politche. I dirigenti oggetto di inchiesta – lo vogliamo dire chiaramente – devono essere immediatamente sostituiti. Di questo si deve discutere oggi.

Parlare oggi di P.R.G., di un piano di cui nessuno, consiglieri compresi, ha potuto vedere le planimetrie della zonizzazione, portato avanti da un progettista incaricato nel periodo in cui impervesava il “Sistema Formia”, portato avanti da un assessore che deve difendersi dall’accusa di aver provocato un danno erariale di oltre 1milione di Euro, è un piano che in questo momento porta con se molti dubbi sulla sua qualità e sulla rispondenza all’INTERESSE GENERALE della cittadinanza.

Questa amministrazione – nata con la parola d’ordine di “liberare Formia” – è sostenuta, con ruoli politici o meno, da persone che hanno condotto e/o condiviso il “Sistema Formia”, di cui le intercettazione telefoniche pubblicate hanno mostrato probabilmente solo una minima parte di ciò che in realtà è il suo funzionamento.

Finché il sindaco non effettuerà le necessarie verifiche e prenderà le distanze da quelle parti politiche compromesse con quelle pratiche, avrà un enorme problema di leggittimità che indebolirà inevitabilmente i suoi atti. Tutto il tempo passato a tergiversare, dissimulare, nascondere, è e sarà solo tempo fatto perdere alla città per ottenere il ripristino di una sensazione di legalità che nemmeno più il comune può garantire in questo momento.

Aspettiamo fiduciosi le risoluzioni del sindaco, nel mentre chiediamo che il punto all’ordine del giorno in discussione venga rimandato a tempi migliori.

Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

Il buco nelle casse comunali non è cosa da poco

2 Agosto 2014

Nel dicembre 2013 il sindaco Bartolomeo rispose, sollecitato da alcuni consiglieri di minoranza che lo chiedevano, che il comune di Formia non si sarebbe costituito parte civile nel processo per il fallimento della Formia Servizi, tra l’altro, perché dal fallimento della società mista il comune di Formia non aveva subito alcun danno.

Nel gennaio 2014, preso atto della mancata costituzione parte civile del nostro comune, ne chiedemmo le sue dimissioni, in quanto da noi considerato “responsabile del tentativo di sottrarsi alle responsabilità che impone il ruolo che attualmente riveste, e cioè di difensore degli interessi della collettività, cosa che ha deciso di non fare negando la costituzione parte civile del comune di Formia nel processo contro gli amministratori e politici per il fallimento della Formia Servizi.”. (il presente è d’obbligo).

Il nostro appello non solo rimase inascoltato, ma anzi fummo subito tacciati di essere degli incompetenti. Infatti, qualche giorno dopo, il sindaco Bartolomeo ribadì che : “al Comune la Formia Servizi non ha causato danni da richiedere un intervento specifico dell’amministrazione in sede di giudizio” , più in dettaglio giustificava il sindaco “Il presunto danno di tributi non versati cui fa riferimento la Corte dei Conti riguarda una società di diritto privato e ci sono numerose sentenze della Cassazione a sezioni riunite che confermano questo orientamento.”

Ritenendo sufficienti per il comune le garanzie date dall’iscrizione da parte della curatela delle somme relative a Tarsu e Tosap nella massa fallimentare.

La procura regionale – sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, presso la Corte dei Conti, non sembra pensarla allo stesso modo. Infatti la magistratura contabile ha inviato un atto di citazione a comparire per l’udienza di condanna al pagamento in favore del Comune di Formia a carico di Massimo Vernetti (ex a.d.), e per tutti ex presidenti e componenti del Cda e del collegio dei revisori di FormiaServizi, tra cui: Patrizia Averaimo, Giuseppe Cannavale, Gianluca Giattino, Giuseppe Masiello (questi notoriamente riconducibili al PD), Giacomo De Luca, Mario Galasso, Alessandro Mauro, Loredana Pugliese, Vincenzo Palmaccio ed Erasmo Scipione.

Tutti, a vario titolo, devono rispondere di mancati pagamenti al Comune dovuti a: canoni per un totale di circa 205mila euro; Tarsu e Tosap per un totale di 919mila euro; nonché per la svalutazione della quota sociale del Comune per un valore di 303mila euro” (fonte: Il Quotidiano di Latina). In totale € 1427000, in soldoni, per ogni cittadino, neonati compresi, un danno di circa 30 euro

Un danno erariale considerevole, altro che fallimento di una società privata, di cui oggi la Corte dei Conti mostra alla città la portata nella sua interezza.

Una società, la Formia Servizi, nata sotto l’egida del PD all’epoca della “terza via” liberista di questo partito. Ragion per cui da difendere a tutti i costi, anche a rischio di danneggiare le casse del comune e le tasche dei cittadini.

La contrapposizione tra il sindaco Bartolomeo ed i suoi compagni di partito, già consiglieri di amministrazione, tra cui pezzi “pesanti” della sua giunta, è talmente forte da indurre questo non far costituire il Comune in giudizio, nonostante in passato abbia già fatto atti del genere.

Una brutta storia, un altro esempio di “due pesi e due misure”, che ancora una volta dimostra come il confine tra questa maggioranza e quella che l’ha preceduta sia talmente labile, da non riconoscere i modi dei primi rispetto ai secondi.

La nostra convinzione che il sindaco attuale, sconfessato dalle valutazioni della procura della corte dei conti, farebbe meglio a rassegnare le dimissioni. Sicuramente a giovarsene sarebbero in primis cittadini onesti di questa città e subito dopo chi crede nella politica come un servizio e non l’occasione per sostenere le proprie clientele.

Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

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