Il manifesto selvaggio del candidato Armando Cusani

Armando Cusani ha voluto caratterizzare le ultime settimane della sua campagne elettorale tappezzando il sud pontino con la sua faccia, peccato che nel farlo ha volutamente dimenticato di rispettare le regole come è d’uso fare per lui. Infatti il presidente della provincia di Latina, ora sospeso e è avvezzo a non rispettarle, tanto da essersi guadagnato, se pur in primo grado, due condanne.

Come Lista «L’Altra Europa con TSIPRAS» chiediamo il rispetto della normativa a cui ci riferiamo, per cui «è fatto divieto di affissione dei materiali di propaganda elettorale al di fuori degli appositi spazi destinati a ciò da ciascun Comune nonché il divieto di iscrizioni murali e di quelle su fondi stradali, palizzate e recinzioni ( art. 1 della L. n. 212/56) e a maggior ragione su monumenti ed opere d’arte di qualsiasi genere a tutela del decoro e dell’estetica cittadina ( art. 162 del D.Lgs n. 42/2004)».

Così come è chiaramente scorretto l’utilizzo che fa della pubblicità mobile utilizzando le famose vele, che sono posizionate nei punti strategici del sud pontino.

D’altronde la normativa è chiara, la pubblicità elettorale effettuata mediante veicoli (c.d Vele) è vietata in forma fissa, essendo consentita solo in forma itinerante in quanto rientra nella propaganda figurativa non luminosa su mezzi mobili.

La sosta dei veicoli stessi deve ritenersi ammessa unicamente nei limiti fissati dalle predette norme e per un periodo non superiore ad un’ora.

In caso contrario diventerebbero una forma di pubblicità fissa al di fuori degli spazi a ciò consentiti. In tale ipotesi, al fine di evitare la violazione della vigente normativa, gli stessi dovranno essere oscurati.

Per Cusani è normale violare le regole infatti la prima una condanna è stata di un anno e 8 mesi, per abuso d’ufficio, per aver rimosso, senza averne titolo, il comandante dei vigili urbani di Sperlonga (in provincia Latina) quando, nel 2003, era primo cittadino. La seconda, nel 2012, per abuso d’ufficio e abuso edilizio, per i lavori eseguiti presso l’albergo “Grotta di Tiberio” del quale è comproprietario.

Insomma il rischio, che si prospetta, è che un condannato possa sedersi tra gli scranni del parlamento europeo.

Invitiamo gli elettori e le elettrici a vigilare informando le autorità degli abusi.

Marco Brozzi per il Comitato Provinciale di Latina
L’Altra Europa con TSIPRAS

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