Le polemiche sul costo delle luminarie sono lo specchio fedele del vuoto politico che governa la nostra città

La determina n. 347/2014, con la quale il dirigente del settore sviluppo economico del comune di Formia ha deliberato lo stanziamento di 67mila100 euro per l’installazione di luminarie e addobbi sul territorio comunale in occasione delle festività natalizie, ha fatto arrabbiare sia l’ex-assessore Clyde Rack, vicina al duo democratico Schiano-Carta, e sia al neo-consigliere comunale Limongi, subentrato a Maurizio Costa, di centro-destra.
In particolare hanno lanciato i loro strali sulla scelta di spendere una cifra così importante per cose molto frivole, a fronte dell’indifferenza con la quale si assiste, senza porvi rimedio, all’impoverimento di una larga fascia della popolazione.
Non possiamo che condividere la sua denuncia, ma saremmo degli ipocriti se non ricordassimo, che fino a qualche mese fa, la stessa ha dato sempre parere favorevole ai provvedimenti della giunta, che autorizzavano stanziamenti francamente imbarazzanti, in particolare in ambito culturale, dove si è cercato di soddisfare gli appetiti di molte associazioni, spesso privilegiando criteri che poco avevano a che fare con la cultura in senso stretto.
Non abbiamo dubbi che la cultura debba avere un ruolo importante nella nostra città, ma crediamo allo stesso tempo che la priorità assoluta di un’amministrazione comunale, che si dice attenta ai bisogni dei propri cittadini, non sia certo l’organizzazione di mostre, spettacoli, autocelebrazioni varie, ma quella di potenziare l’assistenza sociale con un’attenzione particolare a chi di questi tempi ha difficoltà a sbarcare il lunario, a causa di una crisi che ha impoverito ancora di più le classi meno abbienti.
Lo abbiamo già scritto, ma lo ripetiamo perché convinti di essere nel giusto.
Di fronte alla drammatica situazione sociale nella quale versano centinaia di famiglie della nostra comunità, non bastano elemosine e regalie varie, servono invece piani concreti e contestualizzati di sostegno sociale ed economico; serve la creazione di una rete funzionante tra enti e soggetti operanti nel settore che sia snella efficiente ed efficacie; servono fondi immediati, che a nostro avviso devono essere individuati interrompendo lo spreco di denaro comune che anche questa amministrazione si concede, ad esempio: riducendo lo staff del sindaco; riorganizzando il personale e riducendo la pletora degli 8, sovrastimati dirigenti, che annualmente costano alla cassa della comunità oltre 800mila euro più il 13% di indennità; rinunciando a opere pubbliche visionarie e inutili, utilizzando l’indennità dei consiglieri comunali per un anno per finanziare interventi nel sociale.
Questi sono solo alcuni semplici consigli su dove e come si potrebbero recuperare soldi per programmare politiche di sostegno a lungo termine, che un’amministrazione convinta di voler incidere sulla lotta all’esclusione economica e sociale avrebbe ancora il tempo per fare.
Ricordiamo poi al neo-consigliere Limongi che nel dicembre del 2010, la giunta comunale guidata da Michele Forte, sostenuta dall’attuale presidente del consiglio comunale Tallerini e dall’attuale assessore Zangrillo, sottrasse circa 40mila euro ai servizi sociali per destinarli alle luminarie natalizie. In quell’occasione fummo gli unici a denunciare tale gesto, ovviamente inascoltati.
Quindi ci faccia il piacere di smetterla di ergersi a difensore della moralità pubblica.
Di personaggi come lui la nostra città francamente non ne ha bisogno.
Se fossimo nei panni di Limongi e della Rack domanderemmo, al di là dell’indignazione ad orologeria, del perché nel 2013 l’importo fu di circa 39milaeuro (Determinazione n.224/2013) ed oggi è salito alla salita alla cifra spaventosa di 67mila100 euro. Cosa è cambiato in un anno?

circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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