La lettera dell’ex-dipendente non è la fotografia reale del funzionamento della macchina amministrativa comunale

La lettera di saluti dell’architetto Eleonora Daga, con la quale ringrazia per il nulla osta espresso al proprio trasferimento presso il comune di Latina, da spazio a più di una riflessione sul giudizio da dare all’amministrazione del comune passata ed attuale.
Purtroppo non possiamo condividere il giudizio sul Comune, a causa dei gravi atti e fatti che mostrano un comune ben diverso da quell’esempio che si vuole raccontare. Infatti, dove l’architetto Daga ha visto un esempio di corretta gestione della macchina amministrativa, a parte qualche sporadico episodio, la Dott.sa Lecora, segretaria comunale a Formia fino al 2014 ed ora in servizio a Torre del Greco, ha visto procedure tali da farle esprimere un giudizio critico sulla stessa gestione.
La relazione del 31 marzo 2014, scritta dall’ex segretario sul controllo di regolarità amministrativa, riferita al secondo semestre 2013, riporta che negli «atti controllati, numero 71 sul totale di quelli assunti, numero 702, pari la 10,11%» sono emerse «irregolarità che si possono imputare al mancato rispetto della normativa o ad interpretazioni differenziate delle norme sia sul piano amministrativo che su quello contabile».
Le cronache giornalistiche riferiscono di “violazioni riguardanti gli affidamenti, spesso riconosciuti direttamente, pur senza presentare i parametri propri alla legittimazione di un affidamento diretto, appunto. Irregolarità al codice degli appalti, sulle procedure aperte, ma anche dal punto di vista contabile relativamente agli impegni di spesa riportati in maniera lacunosa o scorretta”.
Il documento è all’attenzione della Corte dei conti, come per legge, nonché di tutti e ventidue consiglieri comunali, che pare lo ignorino, perché mai ricevuto.
Da allora nulla si sa circa i provvedimenti presi dall’attuale amministrazione comunale. La risposta del sindaco Bartolomeo è apparsa poco convincente, in quanto tesa più a minimizzare che spiegare i motivi per cui l’ex-segretario comunale, scelta da lui, ha scritto una relazione così critica sulla gestione amministrativa che da anni si fa nel comune.
L’inchiesta “sistema Formia” che vede 20 persone rinviate a giudizio con accuse a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, abuso d’ufficio e falso, ha dato modo di capire come ha funzionato quella “macchina”, portata ad esempio dall’architetto.
Oggi alcuni degli indagati sono ancora in servizio presso l’amministrazione comunale. Non vogliamo sostituirci a chi deve giudicare l’operato di chi è rinviato a giudizio. Ma vogliamo esprimere tutta la nostra perplessità sulla mancanza di provvedimenti capaci di restituire una nuova luce al Comune. Sicuramente una sottovalutazione degli effetti nocivi che il malcostume svelato dall’inchiesta può avere sui diritti dei semplici cittadini.
Questi fatti portano a mettere da parte l’entusiasmo dell’architetto Daga, a cui auguriamo buona fortuna, ricordando il suo zelo in difesa degli interessi della società Marina di Castellone nel rispondere alla nostra richiesta di accesso agli atti.
Al tecnico che prenderà il suo posto chiediamo il rispetto della legge e dei diritti dei cittadini, riservando per tutti lo stesso trattamento, dissolvendo quel legame tra amministratori e i dipendenti comunali che ha fatto prevalere l’interesse particolare su quello generale. Come mostrano le storie, raccontate anche da noi tra mille difficoltà, di affidamenti sospetti, di incarichi a candidati o sostenitori del sindaco, che probabilmente non hanno profili di responsabilità penale per chi li ha commessi, ma che gettano una luce sinistra sull’operato dell’amministrazione, che giustifica la nostra lotta affinché questa un giorno sia più giusta.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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