Il mistero del ponte sospeso

L’assessorato ai Lavori Pubblici sembra avere una predilezione per le ville comunali, in particolare per le aree ludiche, cosi dopo la villa comunale, dopo piazza Aldo Moro e/o Enzo Simeone, ecco la volta della villa Tosti val minuta e/o Gramsci. La stessa attenzione non sembra diretta verso la viabilità urbana e la mobilità in generale, punto dolente della vita quotidiana dei cittadini formiani alle prese con ritardi e traffico la mattina intorno alle otto ed il pomeriggio intorno alle sedici.
Vogliamo quindi attirare l’attenzione sul ponte del secondo tratto della strada ex ferrovia Formia – Sparanise, che finito resta chiuso senza che i cittadini abbiano modo di conoscerne i motivi.
Dopo gli anni ruggenti delle grandi opere infrastrutturali, terminato il miraggio della Pedemontana l’amministrazione si era finalmente diretta verso l’obiettivo del miglioramento della viabilità esistente. Finalmente emergeva la volontà di realizzare una seconda arteria di attraversamento la cosiddetta “pedemontana leggera”, costituita da in parte dalla strada “ex ferrovia Sparanise-Gaeta”.
Il progetto prevede il recupero della sede ferroviaria dismessa da utilizzare come alternativa per la penetrazione nel centro urbano di Formia, raddoppiando la capacità dell’Appia ed alleggerendo il traffico. Gli interventi più importanti del progetto sono due: il collegamento di Via Solaro con il piazzale della stazione, da realizzare in parte su viadotto; la ricostruzione del ponte e sistemazione con messa in sicurezza del torrente degli Archi in località Acquatraversa. Del primo abbiamo avuto già modo di chiedere lumi sull’iter realizzativo, senza ricevere alcuna risposta. Sembra che la precedente giunta abbia destinato parte dei soldi alla contestatissima risistemazione del piazzale della stazione. Il ponte sul torrente degli archi sembrava aver avuto miglior sorte. Il 05/04/2012 (Delibera G.C. n°75/2012) è stato approvato il progetto esecutivo. Il 5/07/2012 era stata espletata la gara per i “Lavori di sistemazione strada ex ferrovia Sparanise-Gaeta: ricostruzione ponte e sistemazione alveo torrente degli Archi”. L’opera appaltata, con un valore complessivo di €402.000,00, interessa la ricostruzione del ponte sul torrente e la realizzazione della strada in direzione del centro di Formia per un tratto di circa 660 metri. A questo si aggiunge anche la sistemazione e la messa in sicurezza di una parte di torrente a monte ed a valle del ponticello per una lunghezza complessiva di circa 52 metri dell’alveo del torrente.
I lavori sono stati affidati alla Di Persio Costruzioni da Montesilvano (PE) per un importo di € 204.014,06 autorizzata a subappaltare parte dei lavori alla Cardi Costruzioni da Itri (LT). Per i servizi tecnici sono stati riconosciuti: € 29.105,54 per progettazione e direzione lavori; € 4.580,00 per il collaudo dei lavori, 11.854,00 per coordinamento sicurezza in progettazione ed esecuzione; nonché un incentivo al personale interno del comune di €3.977,09 ex art.92 D.Lgs. 163/06.
Dagli atti emerge che i lavori dovrebbero essere terminati nel Maggio 2014, ed infatti da allora l’opera si presenta apparentemente terminata ma chiusa con delle barriere.
Nei giorni scorsi, sul posto abbiamo potuto riscontrare un primo tratto pare completato, in quanto è già asfaltato, anche se privo di segnaletica stradale (orizzontale e verticale), tant’è molti automobilisti lo utilizzano come alternativa sia all’appia sia alla variante, quando nelle ore di punta sono completamente bloccate. Fatto un po’ bizzarro è che qualcuno utilizza parte della strada come deposito per i propri automezzi.
Ma la cosa più grave è che in prossimità del ponte, prima della messa in servizio si è verificato un avvallamento, dovuto probabilmente al cedimento del rilevato stradale in corrispondenza del giunto con l’impalcato in c.a.p. Evidentemente non bisogna andare in Sicilia per constatare come strade appena costruite, già necessitano di interventi di riparazione. Un fatto deplorevole di cui chiediamo conto e per cui esigiamo una risposta.
Tuttavia, almeno da quanto risulta ad uno sguardo superficiale, il danno non appare grave, quindi sembrerebbe riparabile in breve tempo. Dunque, considerando la pubblica utilità dell’opera, dopo l’esecuzione dei lavori e la liquidazione dei compensi e anche degli incentivi, chiediamo perché non si procedi con l’esecuzione in danno e si proceda con l’apertura della strada, restituendola ai cittadini di Formia che oggi hanno solo un’opera inutilizzabile, che ha iniziato a deperirsi.
I cittadini di Formia avranno una risposta oppure ancora una volta saranno trattati come caproni da ammaliare con effetti speciali a pagamento in occasione dei rinnovi delle ville comunali, senza sapere mai gli interventi strutturali di cui necessita il loro territorio e soprattutto quando avverranno.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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