Sulla variante al PRG si faccia chiarezza

Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, durante la sua discesa formiana, ha affermato con tono fermo che l’approvazione del PRG è un’occasione per mettere in sicurezza il piano urbanistico; per impedire, da un lato, lo scempio del nostro territorio, dall’altro, l’investimento dei capitali illeciti della camorra.
Il condizionale, quando il tema è il PRG e dopo quattordici anni, è d’obbligo. Spieghiamo perché.
Dal 2000, ossia dall’adozione del PRG De Lucia e contestuale sfilza di emendamenti bipartisan che lo affossarono, l’urbe di Formia vaga raminga alla ricerca della propria identità. Quindi, dopo l’esperienza del 2001 con i tecnici che dovevano esaminare gli emendamenti. Si giunse nel 2008 quando l’ex-sindaco Michele Forte, annunciò con tono trionfale l’avvio di un nuovo iter per l’approvazione della variante. Dunque, con delibera di Giunta n. 368 del 7.11.2008, al prezzo di 206 mila euro, s’incaricò l’architetto Purini di redigere il documento preliminare e la Variante Generale al PRG.
La delibera fu oggetto di esposto all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici da parte dell’OICE*, perché l’incarico fu affidato senza evidenza pubblica, in difformità dal codice dei contratti pubblici e dalle norme europee. L’Autorità intervenne ed il Comune per salvare capra e cavoli nel Marzo 2009 (Delibera di Giunta n.46) trasformò il precedente in “incarico di alta consulenza scientifica e studio per la redazione della Variante Generale al P.R.G.”.
L’architetto iniziò un lavoro oscuro e silenzioso interrotto solo nel Febbraio 2010, quando pare che l’architetto Purini – con assessore all’urbanistica B. Assaiante, dirigente arch. R. Guratti e presidente commissione urbanistica L. Scafetta – abbiano incontrato associazioni sociali, culturali e sportive per recepire le loro proposte. Da allora che chiediamo pubblicamente copia dei disegni, senza risposta.
Quando abbiamo avuto modo di vedere i disegni, non abbiamo potuto che esprimere un giudizio negativo sull’opera dell’architetto Purini. Sebbene l’approccio iniziale col documento preliminare non era andato male. Evidentemente il nostro è stato succube delle volontà del potere, di cui la lottizzazione “Luci sul golfo” e il “cimitero degli archi”, resteranno fulgidi ed indelebili segni della sua scarsa autonomia di pensiero.
Nel 2013 si insedia la giunta Bartolomeo. Il PRG da subito conquista i vertici del programma e dichiarazioni di enfasi all’indirizzo del popolo. Dai primi segni, lo strumento urbanistico sarebbe stato pronto entro un anno. Ne sono passati due ed i disegni, ancora una volta pubblicamente chiesti, sono stati visibili solo da lontano e con commento del sindaco, con buona pace di “trasparenza” e “partecipazione”. Anzi, è trascorso un anno ormai, ed ancora si attende il disco con i documenti di cui, sempre con enfasi, fu dato l’annuncio.
Intanto, abbiamo assistito al ridicolo teatrino della commissione Urbanistica, dove il presidente dimissionario non è riuscito a farsi rieleggere nemmeno come vice-presidente, senza spiegare il perché delle dimissioni, mostrando a tutti lo scontro paralizzante che blocca l’attuale maggioranza.
Uno scontro frutto di logiche speculative che oggi si vogliono attribuire alla camorra, ma da cui la politica in questi mesi come negli scorsi anni non è sembrata immune. Ragion per cui, blindare il PRG in giorni drammatici come questi, quando sono messi a dura prova i simboli dell’informazione ed il diritto di cronaca, quindi la trasparenza dell’amministrazione, appare davvero una forzatura.
Dunque signor Sindaco, facciamo appello a Voi affinché siano pubblicati sul sito i disegni, le relazioni e le bozze di norme affinché siano oggetto di pubblica discussione lontano dalla custodia di una politica, tutt’altro che trasparente. Quando ciò sarà fatto, verrà dato un segno evidente che qualcosa è cambiato. Ed ognuno dalla sua parte, farà il proprio meglio per tirare su una città nuova. Fino a quel giorno annunci come quelli del governatore avranno un difetto di credibilità, lasciando spazio ad interpretazioni diverse.
Nel caso non vorrà rispondere al nostro appello stia sereno inizieremo lo stesso a discutere pubblicamente del PRG con i pochi documenti che sono stati resi disponibili.
La nostra posizione sul PRG è la stessa dal 29/09/1995 quando nel primo di tanti documenti affermammo «non vogliamo una città solo “paradiso” di chi ha un reddito di cinque milioni al mese, ma una città dove strutturalmente possano vivere tutti; con un indirizzo politico ed economico che vada verso una ridistribuzione della ricchezza; una città che garantisca una vita dignitosa a tutti, anche e soprattutto dal punto di vista economico».

* associazione delle organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica

circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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