Acqua, Piano piano tutti i nodi stanno venendo al pettine

Qualche sprovveduto potrebbe domandarsi del perché i sindaci dell’ATO4 (in particolare quelli del golfo di Gaeta) stiano lasciando passare sotto silenzio la notizia della richiesta di rinvio a giudizio – da parte della procura di Cassino – per le imprese navali , per le strutture ospedaliere (comprese alcune case di cura) e per Acqualatina.
Tutti sono accusati di immettere in mare “acque parzialmente depurate” e per questo dannose per l’ecosistema marino e – aggiungiamo noi – per la salute di noi cittadini.
In particolare per Acqualatina l’accusa riguarda il cattivo funzionamento di alcuni depuratori. Infatti da sopralluoghi effettuati dal personale dell’Arpa Lazio risulta che tra i depuratori che si trovano nei comune di Formia, di Santi Cosma e Damiano, di Gaeta e di Minturno, l’unico a funzionare correttamente – e quindi a rispettare la legge – è quello di Santi Cosma e Damiano.
Eppure sono centinaia di milioni di euro gli investimenti approvati dall’assemblea dei sindaci dell’ATO4, per far ingoiare ai cittadini la privatizzazione del servizio idrico.
Perché privato doveva significare efficienza nella gestione dell’acqua, lasciandosi alle spalle municipalizzate e consorzi, sinonimi invece di spreco e di inefficienza.
Quando poi si è visto che i soldi non c’erano (chissà perché) addirittura è stato acceso un mutuo di 115 milioni con la Depfa Bank per tentare di spacciare per veri gli investimenti promessi.
E tutto questo con il beneplacito dei sindaci dell’ATO4, che da un lato promettevano ai propri cittadini che avrebbero sbattuto i pugni sul tavolo per ottenere dal gestore idrico gli investimenti promessi e d’altro invece continuavano a garantire l’impunità ad Acqualatina, tanto da approvare tutte le richieste dei privati, compreso quella di posticipare gli investimenti che i soci privati di Acqualatina avevano promesso per aggiudicarsi la gestione ventennale del servizio idrico nell’ATO4.
D’altronde – fino all’anno scorso – le perdite erano ancora del 69% e questo nonostante siano passati circa 12 anni dal passaggio degli impianti ad Acqualatina e che le bollette in media siano aumentate di oltre il 100%, con punte ben più alte nella nostra città.
Eppure si continua a dare credito a chi è accusato di essere l’artefice dell’inquinamento del nostro golfo con i suoi comportamenti irresponsabili.
Basti pensare che il 31 Ottobre scorso – presso il comune di Formia – si è svolta una riunione tra l’amministrazione comunale e i gli ingegneri di Acqualatina, nella quale questi ultimi hanno garantito che dai loro esami risulta che il depuratore di Formia rispetta i parametri imposti dalla legge, ma non solo.
Secondo Acqualatina lo stesso depuratore è già infatti stato calibrato per rispettare gli standard di tutela imposti dalla delibera regionale di istituzione del Golfo Area Sensibile.
Nella stessa riunione il gestore idrico ha promesso ulteriori investimenti e pare che gli abbiano anche creduto, tant’è che subito dopo sono stati diffusi commenti entusiastici da parte dell’assessore all’ambiente circa il futuro radioso che ci aspetta.
Assessore che milita proprio in Sinistra Ecologia e Libertà, lo stesso partito che più di altri si era speso per la costituzione dell’area del Golfo Area Sensibile, per poi venderselo come una vittoria epocale.
Quanto poi ai risultati possiamo scrivere – senza paura di essere smentiti – che alla fine si è stata ben poca cosa, rispetto ai bisogni di un golfo in balia di appetiti spesso poco chiari, anche a causa di amministratori che quando si tratta di intervenire mettono la testa sotto la sabbia.
Ci saremmo aspettati invece, da un’amministrazione che si dice nemica Acqualatina, un atteggiamento ben diverso dal solito “tirare a campare” che ha caratterizzato la politica formiana quando si è trattato di affrontare la questione acqua.
Siamo convinti che ogni giorno in più che passa è un danno per la nostra comunità, spogliata del diritto all’acqua in quanto diritto umano fondamentale.
Da parte nostra ci sentiremo finalmente liberi solo quando Acqualatina sarà un lontano ricordo e l’acqua ritornerà ad essere un bene comune, lontano dalle logiche di mercato che l’hanno caratterizzata nell’ultimo ventennio.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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