La mancata adozione del nuovo regolamento dell’assistenza economica in favore di persone bisognose

Nel marzo del 2013, quando la giunta Forte era ancora nel pieno delle sue funzioni, venne approvato all’unanimità dalla commissione consiliare Servizi Sociali, presieduta da Antonio Rocco, il nuovo regolamento dell’assistenza economica in favore di persone bisognose e a rischio di emarginazione.

Le parole dell’allora presidente Antonio Rocco ne facevano presagire una veloce approvazione in consiglio comunale, per dotare i servizi sociali di uno strumento per sostenere le persone bisognose ed invece nulla di tutto ciò.

Ciò non è avvenuto e quindi tutti i buoni propositi elencati nel pomposo comunicato stampa seguente sono andati a farsi benedire.
Rimane in vigore il vecchio regolamento che però non abbiamo trovato pubblicato sul sito del comune di Formia.

Veniamo ora alla sostanza degli interventi “promessi”.

Definirli un’elemosina è dire poco. Leggendo l’articolo 7 del regolamento apprendiamo, infatti, che gli interventi di natura economica previsti si dividono in: assistenza economica continuativa; assistenza economica una tantum; assistenza economica straordinaria.

Nel primo caso viene stabilito che l’importo del contributo mensile da erogare è “pari massimo a € 300 per trimestre in presenza di un solo figlio, di massimo € 400 per trimestre in presenza di due figli, di massimo € 500 per trimestre in presenza di tre figli, di massimo € 500 per ulteriori tre figli. Unicamente per le madri nubili l’importo del contributo sarà pari a € 75 mensili”. Nel secondo il numero delle volte che il contributo può essere concesso all’anno passa da 3 a 4 e l’importo è pari a 200 € se trattasi di persona sola, di 300 € se trattasi di due persone, di 400 € se trattasi di tre o più persone.

In poche parole secondo i membri dell’ex commissione Servizi Sociale, una famiglia composta da tre persone dovrebbe sopravvivere con € 100 al mese. Nel terzo un mix di interventi, atti a tamponare le situazioni di disagio straordinarie, soprattutto riguardanti i bisogni primari.

A fronte di un problema drammatico, che è quello dell’impoverimento sempre maggiore delle famiglie, che oltre all’indigenza tocchi dover sentire sulle proprie spalle il peso dell’inettitudine della classe politica, ridotta più a fenomeno da baraccone che ad altro, è insopportabile, soprattutto se consideriamo che il numero delle persone in difficoltà nella nostra città è in continuo aumento.

Subito dopo le scorse elezioni comunali abbiamo potuto contare decine di erogazioni di contributi “una tantum” per il pagamento di utenze a favore di nuclei familiari indigenti. Un campanello d’allarme che dovrebbe far riflettere chi amministra per conto della collettività.

Eppure qualche passo in avanti era stato fatto.

Infatti la Regione Lazio, con la legge n. 4/2009, si era dotata dello strumento del Reddito Minimo Garantito, con la quale a determinate fasce sociali, veniva garantito un sussidio di un importo massimo pari a € 7.000/anno, integrato da interventi di sostegno indiretto, quali ad esempio trasporto pubblico gratuito o contributi per l’affitto.

Nonostante i limiti, legati soprattutto all’insufficiente stanziamento economico di cui poteva godere, è stato probabilmente l’unico tentativo serio di sostenere le persone in difficoltà, in attesa della formula magica per far ripartire l’economia.

Peccato che la sperimentazione sia durata un solo anno. Infatti nel maggio 2010 alla giunta Marrazzo subentrò la giunta Polverini e la legge non venne più rifinanziata, ma non solo.

Negli anni poi si sono susseguiti una lunga serie di tagli nei trasferimenti dalla regione Lazio agli enti locali, in particolare nel sociale che gridano vendetta.

Rimane da capire se i nostri politici, chiusi nelle loro «torri d’avorio», sono consapevoli della disperazione con la quale sono costretti a convivere tanti loro concittadini.

Noi crediamo di no.

Gennaro Varriale
segretario del circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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