La nostra solidarietà ai lavoratori del pastificio Paone

Non sappiano quali siano le reali motivazioni che hanno determinato il mancato pagamento delle numerose mensilità di cui si lamentano a ragione i lavoratori del pastificio Paone, ma di certo sappiamo che i primi a rimetterci a causa dell’assenza di una sana politica industriale sono proprio i lavoratori.
I lavoratori infatti rimangono ostaggio della famiglia Paone, loro come milioni di lavoratori che sono ritornarti ad essere proprietà dei padroni, senza alcun diritto, nemmeno quello di ricevere la retribuzione prevista dai contratti nazionali di categoria.
In questi anni la forbice tra chi ha e chi non ha si è allargata così tanto che oggi appena l’1% degli abitanti del globo posseggono quanto il restante 99%. Come è stato possibile ciò? Noi comunisti lo abbiamo spiegato più volte: l’impoverimento dei lavoratori è frutto dell’alleanza tra la politica e i padroni. D’altronde la rappresentanza parlamentare dei lavoratori è ormai numericamente molto esigua, mentre invece abbondano servi e servetti dei padroni, pronti a votare le peggiori porcherie pur di guadagnarsi la loro benevolenza.
Lo conferma l’operato dell’attuale governo Renzi, che ha abolito definitivamente la tutela dal licenziamento illegittimo e che ha liberalizzato ulteriormente il contratto a tempo determinato, per garantire ai padroni libertà di licenziamento e regalare loro decine di miliardi di sgravi fiscali per tre anni ; che ha confermato lo strumento del voucher in un’ottima occasione per nascondere il lavoro in nero; che ha diminuito il servizio di ispezione sul lavoro, così da favorire lo sfruttamento indiscriminato dei lavoratori.
Eppure ci sarebbe molto da fare per difendere i lavoratori dai padroni senza scrupolo.
E nonostante questo la realtà è ben diversa da quella che ci raccontano il presidente del consiglio e la sua corte fiorentina: La disoccupazione continua ad essere indegna di un paese che ha scritto nell’articolo 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.
A questo si aggiungono spesso ritmi di lavoro disumani, quando invece la risposta – grazie anche alla tecnologia di cui disponiamo – è sempre la stessa: lavorare meno, lavorare tutti.
Ovviamente questo è possibile solo se la classe operaia riscoprirà l’importanza della solidarietà di classe, della radicalizzazione della lotta, della sindacalizzazione dal basso.
Per questo motivo invitiamo i lavoratori – anche quelli del pastificio Paone – a non mollare, ad occupare piazze e luoghi di lavori, per riprendersi ciò che spetta loro: i diritti, compreso quello a percepire il salario che spetta loro.
Ovviamente ci troveranno sempre dallo loro parte, mentre al solito non sarà della partita la politica di palazzo da sempre assente quando si tratta di aiutare in concreto i lavoratori nei momenti di crisi come questo.
I lavoratori del pastificio Paone hanno inoltre il diritto di pretendere che i consiglieri comunali trovino il tempo di occuparsi del loro caso, del loro come dei casi dei tanti lavoratori che stanno subendo sulla loro pelle gli effetti di una crisi economica devastante che dura almeno da un decennio e che le soluzioni adottate fino ad oggi non hanno fatto che aggravare, riducendo i salari e i diritti.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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