Costituzione di parte civile del comune di Formia contro la camorra

I sequestri eseguiti nelle scorse settimane dalle forze dell’ordine, ai danni di alcuni esponenti di spicco della criminalità organizzata che hanno trovato a Formia il luogo ideale per i propri affari, dimostrano ancora una volta quanto sia forte la penetrazione dei capitali criminali nella nostra città, ma per noi non è una scoperta, anzi.

Lo abbiamo più volte scritto nei nostri comunicati stampa. In ultimo, quando valutando favorevolmente la proposta dell’istituzione dell’«Osservatorio comunale della legalità e della lotta alle mafie» fatta dall’associazione Antonino Caponnetto, abbiamo sottolineato come gran parte dell’economia reale della nostra città è nelle mani di persone che fanno riferimento alla criminalità organizzata.

Frase che è passata sotto silenzio. Nemmeno una voce si è alzata a condannare la nostra osservazione. Abbiamo visto giusto? Probabilmente sì.

E’ a tutti ormai chiaro come la situazione a Formia ed in tutta la provincia di Latina abbia superato ogni soglia di guardia.

Le grandi organizzazioni criminali (camorra, mafia e ‘ndrangheta) sono ovunque, le indagini delle forze dell’ordine lo dimostrano.

Nel contrasto alle mafie non bastano le affermazioni di rincipio, ma ci vogliono i fatti, così come continua a urlare inascoltata l’associazione Antonino Caponnetto quando parla della necessità delle impegno di tutti.
D’altronde la politica sembra girarsi dall’altra parte, occupata com’è a dare in pasto all’opinione pubblica falsi allarmi, ultimo in ordine di tempo le deiezioni canine che pare rubino il sonno all’attuale maggioranza.

Perché il campo venga sgombrato da equivoci e da fraintendimenti di sorta chiediamo alla nuova amministrazione che si costituisca parte civile in tutti i processi che vedranno alla sbarra esponenti della criminalità organizzata, per “i danni provocati alla nostra città”.

I cittadini, che spesso si trovano ad essere, loro malgrado, vittime del meccanismo del racket, dell’usura e delle attività criminose, devono sapere di non essere soli, ma di poter contare sulla solidarietà fattiva delle istituzioni.

La costituzione di parte civile da parte del comune di Formia deve rappresentare, un forte segnale d’impegno dell’intera città nella lotta alla criminalità organizzata, perché non possiamo demandare tale compito alle sole forze dell’ordine.

E’ inoltre necessario che i beni sequestrati siano messi velocemente a disposizione della collettività, come forma di risarcimento per il danno subito.
Per questo chiediamo che di snellire tutte le procedure burocratiche perché ciò avvenga.

D’altronde la Regione Lazio si è dotata dall’ABECOL, agenzia per i beni confiscati alla criminalità, che è “preposta allo svolgimento di attività tecnico-operative connesse all’esercizio delle funzioni amministrative regionali per favorire l’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata previste dalla Legge Regionale n. 24/2009”.

Ha inoltre il compito di fare da supporto agli enti locali e di altri enti pubblici, sulla base di appositi protocolli, perché ciò avvenga.

E’ il caso della ex-discoteca “Marina di Castellone”, da anni in stato di completo abbandono, quando invece potrebbe essere riqualificata per diventare la sede dei servizi sociali, oppure essere trasformato in un dormitorio pubblico in grado di accogliere i senzatetto che ne fanno richiesta.

Ed allora che si firmino questi protocolli, affinché la collettività possa avere indietro il maltolto, ma senza doversi scontrare con la burocrazia da un lato e dal disinteresse di molti dall’altro.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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