Nelle frazioni collinari la posta non arriva

In questi giorni una marea di persone – che abitano prevalentemente nelle frazioni collinari (Trivio, Maranola, Castellonorato) ma anche a Penitro – si sta riversando presso gli uffici postali di via De Gaspari, per chiedere chiarimenti circa la mancata consegna della posta, in particolare delle bollette, ma non ha ricevuto nessuna rassicurazione alcuna da parte del personale postale sull’immediato ripristino del servizio di consegna.
Le giustificazioni che sono state date – a chi si lamentava del disservizio – è che il problema è imputabile all’assenza dei numeri civici, aggravato dal fatto che gran parte del personale che si occupa della consegna della posta cambia in continuazione e quindi non conosce l’esatta ubicazione dei destinatari.
A causa di questi disservizi, imputabili sia ben chiaro all’organizzazione del servizio e non ai singoli postini, molti cittadini rischiano così di vedersi staccare le utenze domestiche senza alcuna colpa, se non quella di vivere in un paese ormai allo sbando.
Nel maggio del 2016 la giunta comunale ha approvato il nuovo stradario, ma evidentemente ci vorrà ancora tempo prima che si proceda in tal senso ed allora ecco che il cittadino non sa più a quale santo votarsi ed è costretto a recarsi arrabbiatissimo presso gli uffici di via De Gaspari, per chiedere conto del danno procurato.
Evidentemente però il problema non è solo figlio della mancata numerazione ma anche dell’opera di sistematico smantellamento di quello che rimane della proprietà pubblica di beni, servizi ed attività produttive, che ha come scopo quello della svendita ai privati.
D’altronde la legge del profitto è spietata, così che si cerca di fare più profitto possibile a discapito del livello dei servizi, procedendo allo smantellamento di un’azienda che quasi inutile ricordare ha sempre avuto nel i servizi di recapito, nella logistica, nella capillare rete distributiva, nella raccolta postale e nel polo bancario-assicurativo, i suoi punti di forza ed invece oggi si trova ad essere ridotto ai minimi termini.
Eppure i costi dei singoli servizi sono aumentati in maniera esponenziale. Basti pensare che – dal giugno del 2015 – spedire una lettere – sul territorio italiano – con affrancatura ordinaria costa ben 0.95 euro, cioè con un aumento del 15,8% rispetto alla tariffa precedente che era di 0.80 euro.
E questo senza un aumento della qualità del servizio, anzi.
Eppure con legge 249 del 1997 è stata istituita l”Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – conosciuta anche come Agcom – alla quale è affidato oltre al compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare il pluralismo e le libertà fondamentali dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, dell’editoria, dei mezzi di comunicazione di massa e delle poste, anche di determinare le tariffe e gli standard qualitativi che gli operatori devono applicare.
Ebbene gli organismi di controllo – oltre che essere strutture elefantaiche, nelle quali i partiti hanno infilato i loro uomini, con stipendi di centinaia di migliaia di euro, pagati dai contribuenti – sono completamenti assenti quando si tratta di far rispettare i diritti di cittadini.
Il nostro sospetto è che anzi siano complici delle poste, perché altrimenti è difficile capire il perché dell’assenza di provvedimenti capaci di scongiurare il ripetersi della mancata consegna della posta.
Non rimane allora che segnalare il danno al sindaco di Formia, in modo che provveda quanto prima a segnalare ai dirigenti delle poste italiane che i cittadini della sua città sono stufi di dover sopportare le conseguenze della mancata consegna della posta e lo invitiamo – nel caso in cui il disservizio continuerà a ripetersi – a rivolgersi all’autorità giudiziaria per denunciare per interruzione di pubblico servizio le poste italiane.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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