Le nostre osservazioni al PIANO INTEGRATO DELLA MOBILITÀ URBANA

Il comune di Formia con delibera n°75 del 5/12/2016 ha adottato il PIANO INTEGRATO DELLA MOBILITÀ URBANA che si compone del PIANO URBANO DEL TRAFFICO (PUT), del PIANO URBANO DELLA SOSTA e del PIANO URBANO DEI TRASPORTI.
Per quanto riguarda il PUT ne condividiamo sia gli obiettivi, quali il miglioramento della circolazione, la riduzione degli incidenti, dell’inquinamento acustico ed ambientale, la riduzione dei costi, nonché il rispetto dei valori ambientali ed il recupero degli spazi urbani; sia l’analisi dell’offerta e della domanda di trasporto; riferita a dati oggettivi prodotti da indagini sul territorio, utili al controllo della qualità dell’ambiente locale. A questi aggiungiamo le indicazioni relative allo schema di circolazione ed alla classificazione funzionale della viabilità.
Finalmente abbiamo un’analisi del traffico che interessa Formia, da cui sappiamo che la città è attraversata da un traffico di circa 30.433 veicoli/die (stazione SA6), composto per l’88% da veicoli ordinari e per il 10% da traffico pesante. Mentre le rotatorie del lungomare sono interessate da un traffico che può arrivare a 6000 veicoli/ora. Della sosta sappiamo che mediamente sono occupati circa 2500 stalli per ora e l’offerta della sosta non presenta particolari criticità. Altro punto rilevante è sicuramente è l’attenzione posta verso la sicurezza stradale ed il riguardo assunto verso l’utenza debole. Tra le proposte più interessanti rileviamo il servizio navetta per unire l’ospedale ai grandi parcheggi, oppure l’introduzione dell’abbonamento gratuito per il primo veicolo di ogni nucleo famigliare residente all’interno del centro storico di Formia.
Tuttavia del piano non condividiamo alcuni aspetti, tra cui in prima istanza l’orizzonte temporale di breve termine, che ruotano essenzialmente intorno alla realizzazione della Pedemontana (opera promessa da almeno 50 anni ed ora riproposta in una versione leggera per abbattere i costi). Il PUT sembra infatti far riferimento alla realizzazione della Pedemontana per declassare la litoranea a strada extraurbana secondaria per cui la norma prevede una sola corsia per senso di marcia. Quindi il PUT nell’attuale impostazione intenderebbe smaltire un traffico di 30.000 veicoli/die o 6000 veicoli/ora con una strada, che ricordiamo essere la terza direttrice Nord-Sud d’Italia, con una sola corsia per senso di marcia, senza tuttavia la sicurezza che venga realizzata la Pedemontana. Dubitiamo che un provvedimento del genere sia in linea con gli obiettivi del piano. Nello stesso piano si punta molto a progetti quali la riqualificazione dell’area ex Salid, ma senza che venga data alcuna scadenza temporale alla loro realizzazione. Esso inoltre è stato realizzato senza – cosa gravissima – tenere conto di altri importanti progetti di infrastrutture di cui si è persa la memoria, ma che è utile ricordare, quali: 1) sottopasso pedonale di via Pasquale testa; 2) il sovrappasso pedonale di Via Cassio; 3) il collegamento stradale di via Solaro. Quest’ultimo tanto importante per smaltire il traffico d’attraversamento quanto colpevolmente trascurato dall’amministrazione comunale passata e presente.
Sempre sulla litoranea, la demolizione del ponte Tallini, che oggi rappresenta di fatto l’unico collegamento pedonale tra la ferrovia ed il porto, nonché uno dei pochi belvedere rimasti, è in contrasto con l’obiettivo di tutelare l’utenza debole.
Altro punto oscuro del piano è la mancanza di riferimenti alle frazioni. Il caso più grave quello di Penitro, nonostante l’area industriale di sia citata tra i principali poli di attrazione e generazione di traffico. A cui aggiungiamo Maranola meta di eventi e sede del nuovo stadio comunale, seppur incompleto.
L’analisi del PUT mette inoltre in evidenza l’inadeguatezza dei marciapiedi della città se è vero che nei sopralluoghi sono stati censiti circa 65 km di tratti stradali con marciapiedi assenti o inadeguati. Questo dovrebbe far riflettere quanti proporranno l’ennesima riqualificazione delle ville comunali del centro città.
Sulla costa di levante osserviamo che la pista ciclopedonale trascura i collegamenti trasversali alla via Appia, come anche i ponticelli da costruire sul torrente Acqualonga e Acquatraversa.
Per quanto riguarda la sosta invece siamo costretti ad osservare che un terzo dell’area del parco de Curtis, invece di tornare ad essere un parco urbano, continua ad essere destinato a parcheggio, in contrasto con le previsioni del PRG per quella zona. Nonché con gli obiettivi stessi dell’intero piano, nel quale si dichiara di voler recuperare gli spazi urbani.

Circolo “ENZO SIMEONE
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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