Lettera “aperta” ai Giovani Democratici di Formia

Venerdì 10 Maggio voi Giovani Democratici di Formia vi riunirete in un incontro pubblico in cui ricorderete Peppino Impastato, militante di Democrazia Proletaria (sostenuta anche da Vittorio Foa). L’evento darà inizio alla mobilitazione, ispirata dalla vostra federazione di Latina, affinché in ciascuno dei comuni pontini una strada sia intitolata a lui.

Siamo lieti dell’iniziativa e ci uniamo nel ricordo, vivo tra noi tutti, dell’azione politica del “comunista” Peppino Impastato. Ricordiamo soprattutto la forza straordinaria dell’uomo che ha sostenuto due fortissime contrapposizioni: la prima contro la sua famiglia e la mafia, che costituivano un tutt’uno; la seconda, contro un partito allora egemone della sinistra, con cui ebbe un confronto molto critico.

Contrapposizioni che ha superato con un lavoro politico degno di ammirazione e di rispetto.

Ma la memoria ed il rispetto di un combattente della legalità ci obbligano a chiedervi un giudizio sulle recenti scelte del Partito Democratico, di cui siete l’organizzazione giovanile.

Vorremmo apprendere il vostro giudizio sul governo di Enrico Letta (nipote di Gianni), nato dall’alleanza con il Pdl; partito in cui è confluita Forza Italia, fondata da Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, il primo recentemente condannato, in secondo grado, a 4 anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per “FRODE FISCALE”; il secondo condannato, nel marzo 2013, dalla corte di Appello di Palermo ad una pena di 7 anni di reclusione per “CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA”.

La sentenza ha dichiarato Dell’Utri intermediario tra Mafia e Berlusconi. Dalle indagini è emerso che Dell’Utri avrebbe fatto un ‘patto’ per la protezione dell’ex premier. Ma senza ricordare i processi, basti pensare cosa disse di Vittorio Mangano, noto per aver prestato servizio come stalliere presso la villa di Arcore di Berlusconi, definito da Paolo Borsellino “una delle teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”e invece giudicato da Dell’Utri “a suo modo un eroe”, nonostante sia stato un uomo condannato più volte per reati di mafia.

“LA MAFIA È UNA MONTAGNA DI MERDA”, disse il comunista Peppino Impastato.

Noi continuiamo a pensarlo, così come continuiamo a pensare che la lotta alla mafia non può fermarsi di fronte all’opportunismo della situazione politica. Nessun compromesso può e deve valere di fronte alla lotta alle mafie.

Deve essere chiaro a tutti che da una parte c’è la mafia, e coloro che hanno avuto rapporti con essa, dall’altra l’antimafia e coloro che sono morti per questa causa.

Le mezze misure, le ambiguità, mettono a rischio il tessuto democratico di questo paese, già fiaccato da un tirare a campare che offende chi per la lotta alla mafia a sacrificato la propria vita, proprio come Peppino Impastato, ma anche come il giudice Paolo Borsellino, vittima della scellerata trattativa tra stato e mafia.

Entrambi non ebbero paura di sfidare il terrore ed il pensiero dominante.

A voi la scelta da quale parte stare. A noi resta il ricordo dei compagni che al suo funerale marciarono con ben in vista il “pugno chiuso” e le bandiere rosse libere nel vento, entrambi simboli di libertà per i proletari di tutto il mondo, come mostrato nel film che ha ripercorso la storia del fondatore di “Radio Aut”.
Il nostro augurio è che anche di questo si parli nel vostro convegno, in attesa del vostro giudizio vi porgiamo i nostri migliori saluti.

Gennaro Varriale
segretario del Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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