Il nuovo orario dei treni e l’imbroglio della regione Lazio

Abbiamo più volte rimarcato pubblicamente di condividere l’opinione dei comitati dei pendolari sulla disumanità, inefficienza e dispendiosità del modello “rottura di carico” – introdotto – da Trenitalia/RFI e regione Lazio – sulla tratta Roma-Napoli e sulla necessità di un nuovo modello di trasporto anche interregionale, capace di soddisfare al meglio le esigenze di pendolari e utenti di qualsiasi genere motivazionale.
Da sempre questa Federazione ritiene che la mobilità debba adottare il modello integrato, cioè progettato per utilizzare tutti i mezzi di trasporto e preferendo sistemi ecocompatibili. Quindi integrazione ferro, gomma, navale.
Un sistema che permetta cioè a tutti gli utenti di trovare corrispondenza di mezzi per raggiungere posti di lavoro, luoghi turistici, enti pubblici come ospedali, etc. ma dando priorità agli spostamenti dei pendolari.
Peccato che non è ciò che pensa né la regione Lazio né tantomeno Trenitalia/RFI , infatti non hanno mai voluto aprire alcuna seria discussione su questo argomento, non sentendo proprie le esigenze dei lavoratori e non.
Anzi si è subito riscontrato la loro risolutezza nelle posizioni, anche sconfessando le stesse affermazioni fatte, come ad sempio la possibilità data ai pendolari di scegliere tra nuovo e vecchio modello (assemblea di dicembre), rimangiata lo stesso giorno dell’assemblea.
Non ultimo la dichiarata disponibilità ad una concertazione, che però si è dimostrata una bugia, in quanto i comitati sono stati chiamati solo per la comunicazione dei nuovi orari.
Le uniche modifiche sostanziali fatte sono quelle in cui loro stessi erano in difficoltà in quanto si sarebbero dovuti assumere responsabilità sulla sicurezza dei trasporti.
La regione Lazio non ha saputo e voluto modificare nemmeno gli orari dei altri mezzi pubblici, come la Co.tra.l, e non ha nemmeno interessato i vari comuni con i loro mezzi pubblici locali, per garantire le coincidenze.
Anzi abbiamo visto come Regione, politici di maggioranza ed enti locali hanno boicottato più volte le richieste dei comitati dei pendolari, con la scusa che si era provveduto a intervenire con piccole migliorie.
Davanti a queste responsabilità si sarebbe dovuta intraprendere una efficace, puntuale e incisiva lotta contro i poteri forti che sono la Regione e Trenitalia/RFI che pur essendo una società privata è pur sempre di proprietà del Ministero dell’economia, quindi di noi cittadini.
Lotta, pur sempre nei limiti legali, ma nel pieno diritto di inosservanza di regole che minano la democrazia e il diritto ad una vita sociale e di mobilità stabiliti dalla Costituzione e dai Diritti dell’Uomo.
Con la prepotenza di questi soggetti non si può essere complici. Davanti all’illusoria democrazia partecipativa non si dialoga ma si lotta.
Il dialogo, la supplica, richieste di vario genere rendono complici, a volte servi e a volte schiavi del sistema.
Cosa che ci risulta da comunicati stampa degli amministratori locali, dalle risposte date da alti dirigenti di Trenitalia in cui affermano che gli orari sono condivisi con i comitati e risposte ai reclami in cui vi è il noto effetto scaricabarile tra ditte ed enti.
Come si evince da quanto affermato sopra, questa Federazione ritiene controproducente continuare la linea di continue richieste di modifiche e di incontri, ma pretende la piena applicazione prevista dal contratto di servizi e le carte dei servizi, differentemente si rischia di cadere nella trappola imposta dalla Regione e Trenitalia/RFI sullo sfiancamento dei cittadini a cui i comitati dei pendolari, anche se in buona fede, hanno dato il fianco.
Quindi il nostro obbiettivo sarà quello di mettere in correlazione Comitati, Movimenti, Associazioni, Sindacati ed esperti, sia da un lato per lottare contro i progetti già in atto o in essere e sia sviluppando un nuovo progetto di mobilità da proporre da parte di tutti i soggetti.

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Latina

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