La domanda ai presidente delle commissioni consiliari competenti è: qual è lo stato degli impianti sportivi di Formia?

In questi ultumi anni abbiamo chiesto più volte chiarimenti circa la gestione degli impianti sportivi – di rilevanza economica e non – di proprietà comunale e quindi a pochi giorni dalla costituzione delle nuove commissioni consiliari chiediamo al consigliere del Partito Democratico Loredana D’Urso, in qualità presidente della commissione Bilancio e Cultura, e al capogruppo di “Generazione Formia” Antonio Di Rocco, in qualità di presidente della commissione “Trasparenza”, di provvedere a fare chiarezza sull’argomento. Sarebbe auspicabile ad esempio un censimento di tali strutture, chiarendo una volte per tutte quali sono le concessioni in essere, quali i canoni concessori incassati (parziali, totali).
Inoltre chiediamo di conoscere il destino a cui andrà incontro il Palamendola. La struttura polivante che si trova in località Acquatraversa ha una classica storia formiana. Fu infatti costruita con i soldi della provincia di Latina su di un terreno donato dal Comune di Formia, che doveva esserne il legittimo gestore, ma poi un colpo di mano del Consiglio Provinciale escluse il Comune e lo diede in gestione ad un gruppo di associazioni. Oggi che finalmente dovrebbe essere ritornata nella disponibilità del comune di Formia vorremmo conoscere quali sono le intenzioni dell’attuale amministrazione comunale. Il condizionale è sempre d’obbligo in questi casi, perché tutto ciò che è normale, nella nostra città diventa oscuro e misterioso. E’ anche il caso dell’affidamento di alcuni impianti sportivi di rilevanza non economica. Nel dicembre 2014 infatti fu pubblicato sull’albo pretorio, e sul sito istituzionale del Comune di Formia, il bando – per le manifestazioni d’interesse – finalizzato all’affidamento dei campetti polivalenti di San Giulio, Gianola, Rio Fresco e Penitro. Ebbene sono passati quasi tre anni da allora e non sappiamo se l’iter del bando si è concluso con l’affidamento a terzi dei campetti o meno. Così come rimane il mistero del campetto di via Cassio e dei campi da tennis di Gianola, le cui concessioni ci risultano essere scadute da almeno un decennio, ma rimangono ancora nella disponibilità dei vecchi gestori. Denunciamo da anni l’insopportabile clima di diffusa omerta che si respira nelle nostra città, soprattutto quando si tratta di mettere in discussione i privilegi di quanti in questi anni si sono ingrassati con i beni pubblici e questo grazie alla colpevole complicità di quanti dovevano vigilare e non l’hanno fatto. D’altronde l’elenco di quanti hanno usato il palazzo comunale per tutelare i propri interessi e quelli del proprio clan è infinito. Ovviamente noi invece auspichiamo la sperimentazione di forme partecipazione dal basso e l’individuazione di spazi pubblici per i cittadini nei quartieri soprattutto quelli periferici, nei quali l’accesso sia gratuito.
E’ giunta l’ora che la cittadinanza si riappropri del dovuto e che ciò diventi la regola e non l’eccezione. Fintanto questo non avverrà noi continueremo a denunciare l’arroganza di una classe dirigente che ha trasformato i beni pubblici in merce di scambio.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito Rifondazione Comunista
Formia

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