La provincia di Latina non deve diventare la discarica della capitale

Diciamo no a qualsiasi ipotesi che preveda l’eventualità che la provincia di Latina diventi la discarica della capitale. E’ assurdo solo pensare che la nostra provincia possa diventarlo. Sono anni che la stessa vive una crisi ecologica spaventosa, che le istituzioni si sono sembre guardate bene dall’affrontare. Basti pensare che sul territorio pontino insistono due centrali nuclerai dismesse, localizzate la prima a borgo sabotino (alle porte di Latina) e la seconda sulle rive del garigliano (al confine meridionale della campania e il lazio). Un caso unico della nostra povera Italia. Ebbene per entrambe è ancora in corso il processo di decommissioning, cioè il complesso delle operazioni di decontaminazione, smontaggio e rimozione delle strutture e delle componenti di un impianto nucleare al termine del proprio ciclo produttivo, che nel nostro è avvenuto agli inizi degli anni ’80.
Per quanto riguarda la centrale nucleare del garigliano nel dicembre del 2012 la procura di Santa Maria Capua Vetere ha avviato un’inchiesta sulla fase di decommissioning della centrale, ipotizzando la presenza di rifiuti ancora in attività sepolti nell’area della centrale e l’interruzione dei controlli ambientali. Non conosciamo gli esiti dell’inchiesta.
Le stranezze non finisco qui. Non è possibile consultare alcun dossier su eventuali contaminazioni prodottesi durante il periodo in cui le stesse hanno funzionato.
Ritornando poi allo smaltimento dei rifiuti, non possiamo dimenticare la presenza alle porte di Latina – proprio nei pressi alla centrale nucleare di Borgo Sabotino – della discarica “incubo” di Borgo Montello, nei cui enormi invasi è stato smaltito di tutto. Il collaboratore di giustizia – poi misteriosamente morto – Carmine Schiavone ha raccontato dell’immenso traffico di rifiuti illegali che ha visto coinvolta la discarica pontina ed imprese legate al clan dei casalesi. L’ex-casalese ha parlato addirittura di rifiuti radioattivi trasportati lì per poi essere interrati.E questo è avvenuto anche grazie alla compiacenza di chi doveva controllare e non l’ha fatto, lasciando gli abitanti del posto in balia degli effetti negativi degli stessi.
E’ da decenni che la provincia di Latina è divenuta proprietà della criminalità organizzata.
Ora siamo giunti ad un bivio che sostanzialmente riguarda la difesa o meno del nostro territorio – e della nostra salute.
L’idea che qualcuno possa permettere che la nostra provincia diventi la discarica della capitale non ci coglie impreparati.
D’altronde non sarebbe la prima volta che gli interessi dei cittadini pontini vengono svenduti per l’interesse suprema dei capitolini, come se quest’ultimi avessero più diritti di noi. Succede nei trasporti, nella sanità, nelle piccole cose di tutti i giorni. E’ ora che questo andazzo cessi e che si rivendichi il diritto ad essere trattati quantomeno alla pari.

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Latina

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