Le province vengono strangolate dallo Stato

Con la legge n.190 del 23 dicembre 2014 si è deciso che “le Province e le Città metropolitane avrebbero concorso al contenimento della spesa pubblica attraverso una riduzione della spesa corrente di 1.000 milioni di euro per l’anno 2015, di 2.000 milioni di euro per l’anno 2016 e di 3.000 milioni di curo a decorrere dall’anno 2017”.
Nella conferenza stato-città ed autonomie locali del 23 Marzo 2017 si è poi decisa la ripartizione dei tagli.
Dalla lettura delle tabelle allegate al provvedimento risulta che la riduzione della spese corrente che la provincia di Latina dovrà conseguire dal 2017 a seguire – proprio ai sensi del comma 418 dell’articolo 1 della legge n.190 del 2014 – è pari a oltre 37milioni di euro.
Cosa è la spesa corrente e come il taglio di essa incide negativamente sulla vita dei cittadini comuni è presto detto.
Con questo termine si intende in particore la spesa per il personale, l’acquisto di beni di consumo e o di materie prime, le prestazioni di servizi e l’utilizzo di beni di terzi. Quali sono invece le competenze delle province? Hanno funzioni nelle più svariate materie e in diversi campi, dai servizi sociali allo sviluppo economico. E in particolare: tutela ambientale, trasporti, scuole, sviluppo economico e mercato del lavoro.
La legge 190/2014 ha messo in ginocchio le province – compreso la nostra – imponendo un prelievo forzoso che quest’anno sarà di ben 3 miliardi di euro
Ricordiamo che i tre miliardi non sono una riduzione di tasse per i cittadini, ma soldi che lo Stato ha requisito senza nemmeno dire come li avrebbe speso.
Il bilancio di questi tre anni è fallimentare, lo smantellamento delle Province ha creato molti danni e pochi benefici.
A pagare il conto non saranno solo i lavoratori e le lavoratrici gli enti provinciali, ma soprattutto i cittadini, che si vedranno privati di servizi pubblici indispensabili.
Una ragione in piu’ per dubitare dell’operato di chi ha annunciato grandi riforme per il bene del paese, ma in realtà ha solo nascosto con esse l’avvio di un duro processo di privatizzazioni, lo smantellamento della pubblica amministrazione, per poi destinare i soldi dei beni pubblici privatizzati per pagare il debito all’Unione Europea.
Una ragione in più per non ascoltare quei politici che negli ultimi anni hanno urlato senza mai essere conseguenti, adeguandosi passivamente ai voleri del Governo e di tutte quelle lobby che fanno affari sullo smantellamento delle province e degli enti locali.
Siamo stanchi di ascoltare i lamenti degli amministratori locali che – dopo non aver fatto nulla per impedire l’approvazione della legge Del Rio – si sono finalmenti accorti dei problemi di cui sono stati proprio loro la causa.
Parliamo di tutti coloro che – con il loro comportamento omissivo – hanno favorito lo smantellamento delle province, per poi accorgersi che – senza fondi e personale – non sarà più possibile – nei prossimi anni – la manutenzione delle strade e delle scuole, la cura del territorio.
D’altronde lo stesso hanno fatto quando il popolo è stato privato della possibilità di eleggere il presidente e i consiglieri delle proprie province di appartenza, cedendo questo potere ai consiglieri comunali.
Insomma al danno del venire meno della democrazia elettiva, si è aggiunta la beffa del venire meno di numerosi servizi pubblici.
Della serie “di male in peggio”.

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Latina

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