Dove finita Formia in modalità «Smart City»?

In questi giorni la Cgia di Mestre ha denunciato che due pubbliche amministrazioni locali su tre non erogano alcun servizio completo tramite il web. Il dato è ottenuto dalla rielaborazione dei dati Istat riferiti all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione da parte dei nostri Enti locali. Una delle più note associazioni degli artigiani e delle piccole imprese con base a Mestre ricorda infatti che “soltanto due comuni su cento permettono di svolgere tutto l’iter relativo alla denuncia e al pagamento della Tassa sui rifiuti online; diventano quasi quattro se si parla di imposte sugli immobili come l’Imu, ma scendono a uno su cento per l’iscrizione al nido a nemmeno mezzo se si tratta della pratica per l’ottenimento o il rinnovo della carta d’identità”.
Chissà cosa ha da dirci sull’argomento l’assessore Marciano che ha ricevuto dalle mani del sindaco Bartolomeo anche la delega all’innovazione digitale e «città intelligenti» (in inglese «Smart City») e che sappiamo molto impegnato a presenziare ad iniziative nelle quali raccontare la sua esperienza – in qualità proprio di assessore – sull’argomento.
Durante il forum internazionale dell’innovazione “Technology for All” – tenutosi a Roma nel Maggio 2015 e dedicato al tema delle «Smart City» – illustrò il progetto di Formia, in particolare due iniziative che avrebbero portato particolari benefici alla città: lo sportello telematico e il cruscotto degli indicatori. “Il primo – spiegò Marciano – consentirà ai cittadini di compiere online molte pratiche amministrative, dai tributi all’edilizia, dal commercio ai rifiuti. Il secondo, su cui stiamo ancora lavorando in termini di progettazione, conterrà dati importanti sulle performance della città, dalla sicurezza all’inquinamento. Non appena avremo le bozze definitive di entrambi gli strumenti, avvieremo una consultazione sia con il personale comunale sia con i cittadini, perché saranno loro a doverli utilizzare, ed è giusto che intervengano anche nella fase di progettazione”.
Nel frattempo – a suo dire – sarebbe partito il conto alla rovescia per la realizzazione degli interventi di digitalizzazione dei processi amministrativi previsti dal piano “PLUS – Appia via del mare” e dal valore di 1milione di euro (su di un totale di circa 6milioni di euro).
A detta dell’assessore Marciano nel giro di breve tempo, il cittadino avrebbe avuto accesso a importanti servizi senza bisogno di raggiungere fisicamente gli uffici del Comune. Tra i servizi disponibili online: SUAP, SUE, Lavori Pubblici, Patrimonio, Ambiente e rifiuti, servizi cimiteriali, sicurezza e protezione civile, urbanistica, anagrafe stradale, viabilità e trasporti).
Manca meno di un anno alla fine di questa consiliatura e – a meno di colpi di scena dell’ultimo minuti – delle tante promesse dell’assessore Marciano rimarrà traccia solo in qualche vecchio articolo in internet.
D’altronde lo stesso si può dire delle promesse contenute nel programma del sindaco Bartolomeo e della sua coalizione di centrosinistradestra.
Le premesse furono:“Abbiamo bisogno quindi di una Formia diversa, consapevole, giusta, innovativa, sviluppata nelle sue potenzialità e grazie alle sue caratteristiche paesaggistiche, archeologiche e storico-culturali, rappresentata da un’Amministrazione sana, trasparente, diretta che interagisca con il cittadino e le sue necessità”.
D’altronde lo stesso si può dire delle promesse contenute nel programma del sindaco Bartolomeo e della sua coalizione di centro-sinistra-destra. rinnovate ad aprile di quest’anno all’indomani del ribaltone (PRG, Pedemontana, Policlinico del Golfo, etc.) che – al netto del solito democratico psicodramma – non ha fatto altro che far uscire allo scoperto i sostenitori occulti del sindaco, ovvero Picano & co, senza alterare di una virgola il “modus operandi” dell’amministrazione comunale.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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