Acqua: La zona grigia

La crisi idrica sta dando la cifra dell’inettitudine della nostra classe politica. Senza trascurare gli effetti sulla vita del cittadino comune, di certo pesantissimi, proprio sul turismo, il “volano dell’economia” che ha fatto la fortuna di tante campagne elettorali, si vedono i risultati peggiori dell’inettitudine bypartisan.
Il blocco di potere che ci governa ininterrottamente – da settant’anni a questa parte – ci consegna una città allo sbando, sotto ricatto di Acqualatina, che non prova vergogna nel togliere l’acqua ad interi quartieri, con conseguenze disastrose per noi cittadini, specie per le fasce sociali più deboli (anziani, malati, bambini, …).
Oggi i politicanti sono costrette a smarcarsi da Acqualatina per non incorrere nell’ira dei propri concittadini, ma noi non possiamo dimenticare il ruolo che negli ultimi anni hanno avuto le amministrazioni al governo della città, che hanno sostenuto con forza la privatizzazione della preziosa risorsa idrica.
Oggi nessuno rivendica la correttezza delle proprie scelte, ma, siamo certi, che passata la crisi idrica i vigliacchi al potere torneranno a dare il proprio sostegno alla società italo-francese. D’altronde è lo stesso modello di gestione che continuano a sostenere nel resto Italia.
Non abbiamo dubbi, visto come in questi primi quindici anni le amministrazioni locali (tranne poche eccezioni) hanno reso esecutive tutte le richieste di Acqualatina, volte ad assecondarne gli appetiti senza controllare che questa assolvesse ai propri obblighi riducendo le perdite.
E questo avveniva mentre i costi delle bollette schizzavano alle stelle e gli investimenti per combattere le dispersioni della rete idrica latitavano. Naturalmente sotto l’occhio distratto di molti consiglieri.
Eppure per la criminalità organizzata si è spesso parlato dell’esistenza nella società di una ‘zona grigia’ che contribuisce a creare un clima di rassegnazione e di indifferenza, favorendo così la mafia anche se non è mafia. Esiste un’ampia fascia di professionisti che si collocano tra lo Stato e quello che dovrebbe essere l’antistato, la criminalità organizzata nelle sue mille forme.
Lo stesso succede per l’acqua. Esiste un’ampia ‘zona grigia’ di professionisti che sono al servizio di Acqualatina. Basterebbe scorrere l’elenco di quanti hanno lavorato in questi anni per la società italo-francese. Alcuni accontentandosi di incarichi di poche migliaia di euro, altri invece aggiudicandosi appalti molto corposi. Non abbiamo paura di essere smentiti, in quanto lo confermano le cronache giornalistiche.
Ci riferiamo a quei soggetti che non sono vittime del sistema acqua – e non sono solo fiancheggiatori inconsapevoli – ma bensì professionisti che fungono “da cerniera” e che trasformano l’illegale in legale.
Molti di essi hanno entrature nei consigli comunali, altri hanno addirittura rivestito incarichi pubblici, fregandosene di eventuali conflitti di interesse, perché la zona grigia aveva interesse anche ad un forte sostegno politico.
In tanti in questi anni hanno detto che nessuna forma di lotta era possibile nei confronti del colosso italo-francese.
Lo hanno fatto al solo scopo di tenere in piedi questo schifoso sistema clientelare.
Un esempio è l’istituzione del fondo sociale dalla provincia di Latina.
Avrebbe dovuto aiutare i cittadini meno abbienti a pagare le bollette. In realtà era lo strumento per fornire liquidità ad Acqualatina, sostituendosi nel pagamento delle bollette ai cittadini che comunque non avrebbe mai potuto pagare le bollette, perché impossibilitati a farlo privi com’erano di soldi. E infatti così è stato.
Nelle battaglie sociali non si ha mai la certezza del risultato, ma certo è che se non senza lotta si è sconfitti in partenza.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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