Le scuole di Formia hanno il certificato di agibilità?

Il nuovo anno scolastico è alle porte sempre con problemi vecchi e nuovi (la mancanza d’acqua). Tra i più importanti ricordiamo lo stato di conservazioni degli edifici che ospitano le scuole, che troviamo sempre uguali a se stessi quindi con maggior probabilità che le condizioni di fatiscenza, laddove trascurate, siano peggiorate.
A Formia il problema è rilevante visto che sono coinvolti, tra istituti pubblici e privati, circa 45 edifici divisi tra: scuole dell’infanzia (20); scuole primarie o elementari (12); scuole secondarie di 1° grado o medie (3); scuole secondarie di 2°grado o superiori (10).
Il XIV° rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola, rileva che: 1) solo il 35% delle scuole del campione monitorato possiede il certificato di agibilità statica, 2) solo il 32% quello di agibilità igienico-sanitaria, 3) il certificato di prevenzione incendi è presente appena nel 10% delle scuole monitorate. Mentre sono state riscontrate lesioni strutturali nel 15% delle scuole. Con questi numeri, è probabile che in questo Comune più di un edificio presenti problemi legati a condizioni o statiche o igieniche o di prevenzione incendi.
Gli Uffici tecnici comunali hanno l’obbligo di legge di verificare le predette condizioni. Obbligo imposto dall’art. 24 del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001) che prescrive il certificato di agibilità che “attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati,” valutate secondo la norma vigente”. Norma – tutt’altro che nuova – riguardante anche (comma 2 let. c) “interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1”.
Ragion per cui il Comune è tenuto ad aggiornare la valutazione dell’agibilità degli istituti di propria competenza (scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di I grado) e vigilare su quelli privati, anche nel caso in cui si effettuino degli interventi di manutenzione straordinaria che – vogliamo ricordare – riguardano opere necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, o servizi igienico-sanitari e tecnologici, senza alterazione di volumi e superfici. Eventualità tutt’altro che rara.
Vedi il caso dei “Lavori di messa in sicurezza solai della scuola” affidati alle imprese TATA, FURLAN e D’URSO per ogni edificio per una “somma presunta” di 256mila euro (Delibera Giunta Comunale n°239 del 02/08/2016) – su cui siamo intervenuti nell’agosto 2016; dove dovrebbero essere state aggiornate le parti del dossier descritto all’art. 25 del DPR 380/01 che riguarda l’agibilità, specie nelle parti relative al collaudo dei solai.
Nel caso degli interventi strutturali, come già detto a suo tempo, le Norme tecniche per le costruzioni (NTC 2008) richiedono la valutazione di sicurezza che diventa rilevante nel caso di costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti (Classe uso 4), oppure gli edifici che prevedono affollamenti significativi (classe uso 3). Quindi i nostri amministratori farebbero bene ad adeguarsi invece di fare i soliti pesci in barile.
Questi obblighi – per niente marziani – riguardano pari pari gli istituti di istruzione secondaria di II grado di competenza dell’ente provinciali. Nonché gli istituti privati per cui la sicurezza dell’edificio dev’essere condizione necessaria per l’esercizio scolastico.
Ahinoi si sa che gli “eletti” prediligono – per i loro fini – l’emergenza alla prevenzione. E questo a scapito dell’amministrare secondo i principi di economicità, efficacia ed efficienza; canone del buon andamento dell’amministrazione (Costituzione! art. 97), che impone alle amministrazioni di raggiungere obiettivi prefissati con dispendio minimo.
I consiglieri comunali e provinciali dovrebbero vigilare chiedendo – ad esempio – che vengano pubblicati tutti i certificati che attestano l’idoneità delle scuole pubbliche e private, ma – si sa – per alcuni di loro spesso è più importante un finanziamento ad un amico o un interesse particolare che l’interesse generale della nostra collettività.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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