Il Capitalismo e i suoi servi

Apprendiamo dalla lettura dei mezzi di informazioni che la Camera di Commercio di Latina ha avviato il progetto triennale 2017-2019 “Servizi di Orientamento al Lavoro e alle Professioni”, con il quale l’ente camerale ha stanziato “96mila euro a favore delle realtà imprenditoriali che hanno attivato o attiveranno percorsi di alternanza scuola-lavoro, per l’inserimento presso le stesse di giovani studenti della scuola secondaria di secondo grado”. In soldoni esso consiste nell’assegnazione – tramite bando pubblico – alle aziende di un voucher a fondo perduto dell’importo di € 600 per chi assumerà 1 a 2 studenti; € 800 per 3 studenti; € 1.100 per il coinvolgimento da 4 o più studenti; € 200 ulteriori sono previsti nel caso di inserimento in azienda di studenti diversamente abili. Evidentemente l’effetto che avrebbe dovuto determinare l’alternanza scuola-lavoro non sta raccogliendo i frutti sperati e quindi si vuole forzare la mano alle aziende con una mancetta. D’altronde cosa aspettarsi da un sistema – quello capitalistico – che fa dello sfruttamento il proprio modus operandi. Dalla caduta del muro di Berlino ad oggi gli industriali – aiutati in questo da governi sempre più servizievoli – hanno imposto una ricetta fatta di licenziamenti, cassa integrazione, aumento della produttività, innalzamento dell’età pensionabile, riduzione del salario, riforma della contrattazione, e più sacrifici: in altre parole, un ulteriore aumento dello sfruttamento. Diminuiscono i lavoratori occupati e le ore lavorate, ma continuano ad aumentare – senza sosta – i morti sul lavoro e di lavoro. D’altronde i numeri sono da far accapponare la pelle. Allo sfruttamento dei lavoratori si è aggiunto poi quello degli studenti e delle studentesse di tutte le scuole superiori, che sono diventati lavoratori a costo zero grazie all’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, anche nei licei. Una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) – voluta fortemente dal governo del democratico Renzi – ha creato un grande serbatoio di manodopera a costo zero per aziende e attività imprenditoriali di tutti i settori (dall’agricoltura alla ristorazione, dal turismo alla logistica, passando da uffici contabili e altro), mentre il diritto allo studio e all’istruzione diventano un obiettivo sempre più labile e remoto, disattendendo così – fatto ancora più grave – gli articoli 33 e 34 della Costituzione repubblicana. D’altronde laddove il campo viene lasciato libero ai padroni e ai loro servi, questi lo occupano e fanno quello che vogliono, riducendo il lavoro ad una merce come un’altra, finanche dettando gli ordini ad una classe politica sempre più asservita. Come uscirne da questo vicolo cieco? Noi siamo convinti che solo un’organizzazione di classe può lottare coerentemente contro gli effetti dell’attuale sistema sociale, fatto di licenziamenti, riduzioni dei salari, aumento dello sfruttamento (la precarietà), di morti sul lavoro e di lavoro.

Partito della Rifondazione Comunista
federazione di Latina

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