La truffa del bonus “asilo nido” è servita

Siamo costretti a ritornare sul tanto pubblicizzato bonus “asilo nido”, in quanto ci siamo accorti che l’accesso al beneficio del bonus di 1.000 euro prevede un dettaglio non da poco che potrebbe penalizzare quanti ne vorrebbero fare richiesta.
Infatti alla domanda per richiedere il bonus nido 2017, che potrà essere presentata fino al 31 dicembre 2017, dal genitore del minore, dovrà necessariamente avere in allegato la ricevuta di pagamento come documentazione della spesa sostenuta per l’iscrizione al nido o per l’assistenza domiciliare.
Per quanto riguarda le domande di bonus asilo nido potranno verificarsi due diversi casi: 1) Frequenza scolastica del minore nel periodo gennaio-luglio 2017 (anno scolastico 2016/2017): il genitore richiedente dovrà indicare gli estremi della documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle rette e dichiarare che il minore è già iscritto per l’anno scolastico 2017/2018; 2)
Minore iscritto per la prima volta all’asilo nido a decorrere da settembre 2017 (anno scolastico 2017/2018): la presentazione della domanda sarà possibile solo nel caso in cui sia fornita prova dell’avvenuta iscrizione e del pagamento almeno di una retta di frequenza, oppure dell’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino. Peccato che la presentazione della domanda non significherà automaticamente il godimento del bonus da mille euro da parte del dichiarante.
D’altronde – come più volte segnalato – non tutte le domande potranno essere prese in considerazione, in quanto la possibilità da parte delle famiglie di avere diritto al ‘bonus asilo nido’ dipenderà dall’esaurimento del fondo erogato [144 milioni di euro per l’anno 2017].
Infatti nel caso in cui, a seguito del numero delle domande presentate verrà raggiunto il limite di spesa, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande.
In poche parole – in particolare per quanti hanno iscritto i loro bambini a decorrere da settembre 2017 – potrebbe capitare – per il perverso meccanismo deciso dal governo Gentiloni – di fare la domanda ma di non ricevere il bonus a causa dell’esaurimento del fondo. Una beffa atroce per quanti – pensiamo alle famiglie povere – vorrebbero utilizzare il bonus per mandare i propri bambini all’asilo nido ma non potranno farlo, perché non sono sicuri di poterci contare.
E’ l’ennesimo provvedimento legislativo da parte di un governo che ha da sempre in odio le classi meno abbienti e non ne fa mistero.
D’altronde i governi Renzi e Gentiloni sono in piena continuità con i tre governi precedenti-Berlusconi, Monti e Letta- avendo messo in campo tutte le riforme possibili per finire di smantellare il già indebolito Stato Sociale. 
Sanità, lavoro, scuola, pensioni sono solo alcuni dei settori più colpiti dalle politiche antipopolari dei governi di centrosinistra di questi anni.
Le politiche degli ultimi anni, denominate “riforme strutturali” costituiscono in realtà la nuova fase dell’offensiva neoliberista decisa a livello europeo tra tutti i governi dell’Unione: dopo i tagli al welfare è arrivata la cancellazione dei diritti dei lavoratori, della democrazia, e le privatizzazioni.
Rimane la possibilità di godere di qualche mancetta, vedi i vari bonus distribuiti dagli ultimi governi, che non fanno che solidificare le disuguaglianze, visto che toccano sia i poveri che ai ricchi.
Evidentemente chi ci governa non conosce la differenza tra chi non ha niente e chi ha tutto.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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