Sui lavori pubblici poche polemiche e più fatti

Il gran caldo d’agosto deve aver tirato loro un brutto tiro se alcuni neo consiglieri di opposizione si sono sentiti in dovere di polemizzare con l’assessore ai lavori pubblici. La colpa dell’assessore è stata quella di voler regolamentare i giorni nei quali il personale deve essere a disposizione del pubblico e dei consiglieri e i giorni nei quali lo stesso deve invece occuparsi del servizio vero e proprio, ovvero i lavori pubblici che – per quanto ci riguarda – sono la vera cenerentola di questo comune.

La comunicazione non ci sembra violare il sacrosanto diritto del consigliere a prendere visione degli atti depositati in comune.

D’altronde l’accesso dei consiglieri comunali agli atti amministrativi dell’ente locale, disciplinato dall’art. 43, comma 2, del T.U.O.E.L. n. 267/2000, prevede che i consiglieri comunali abbiano il diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni, utili all’espletamento del loro mandato, senza neanche l’onere della motivazione da parte del consigliere richiedente.

Dalle ricerche che abbiamo fatto ci risulta però che se da un lato la giurisprudenza ha sempre tutelato il diritto dei consiglieri ad accedere agli altri, la stessa non ha mai trattato su gli orari degli accesso agli atti.

Cogliamo però volentieri questa occasione per ricordare nuovamente che ben altri sono i problemi ed i ritardi della nostra città, per quanto riguarda i soli lavori pubblici.

Uno tra i più grossi è quello della terza arteria di attraversamento del territorio.

Alle mirabolanti proposte degli ultimi decenni vorremmo aggiungerne una nostra nuova economica e pragmatica forse per questo trascurata a prescindere.

Noi proponiamo di recuperare il tracciato della ex ferrovia Formia – Sparanise per destinarla a strada comunale. Potrebbe sembrare un assurdo se non fosse che in realtà questa è già una strada ed – a dirla tutta – è una delle peggiori quanto a stato di conservazione.

Eppure il disegno dello storico tracciato borbonico con il suo armonioso arco è un segno ancora evidente sulla cartografia comunale.

Oggi questa è interrotta, in quanto i tombini sui fossi acqualonga ed altri corsi d’acqua minori sono stati resi inservibili dall’incuria delle amministrazioni precedenti che di strade non hanno mai voluto parlarne se non per far ingrassare i progettisti.

Oltre a questi danni da riparare ovviamente occorre risolvere le interferenze con la ferrovia DD Roma-Napoli e la variante Appia.

Ma purtroppo dobbiamo constatare che non esiste uno straccio di studio né tanto meno un rilievo su cui fare valutazioni preliminari.

Eppure questa sarebbe in occasione per migliorare la qualità della vita di noi cittadini, alle prese con una viabilità terrificante.

A differenza che nel passato, quando una parte della città – amministratori, proprietari terrieri, palazzinari – si è distinta più per la predoneria del proprio operato che per la tutela del bene comune.

Il risultato è che oggi lo sviluppo urbano di Formia assomiglia più ad una cancrena purulenta che ad un disegno ordinato proteso verso un futuro che sappia regalare benessere per tutti.

Dunque solerti consiglieri invece di baccagliare sulle lettere dell’assessore diteci come intendete risolvere la sclerosi che dal dopoguerra attanaglia il territorio formiano.

Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

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