Il disastro degli appalti viene pagato dai lavoratori e dai cittadini

In questi giorni si susseguono notizie altalenanti sulla gestione dei servizi comunali affidati a privati. Nell’arco di pochi giorni si sono aperti almeno tre fronti. Il primo, riguarda la ex Golfo Ambiente, per cui la sentenza della sezione lavoro della corte di appello di Roma ha riconosciuto un risarcimento di 500mila euro complessivi per 24 mensilità mai pagate a sette ex-lavoratori della società di proprietà del comune di Formia; creata dal centrosinistra per occuparsi del ciclo dei rifiuti, poi messa in liquidazione dall’amministrazione di centrodestra di Michele Forte, decisa ad affidare la gestione dei rifiuti in appalto a privati.

Il secondo riguarda la cooperativa A.T.P. che si occupa del servizio di trasporto pubblico locale (TPL). Dove esiste il serio pericolo per i dipendenti di non ricevere gli stipendi, nonostante si tratti di un appalto del valore di oltre un milione di euro. Tuttavia dalle prospettive incerte, poiché scaduto a fine 2015, prorogato dal commissario prefettizio fino all’espletamento del bando di gara per assegnare a privati il servizio TPL; come previsto dalla delibera CC n.63/2016 dell’ultima amministrazione di centrosinistra. Ed ad oggi nulla si sa di come andrà a finire.

Il terzo riguarda la SIS che gestisce il servizio di gestione della sosta a pagamento, anche questo in scadenza dopo una serie di proroghe, che hanno consentito sempre alla SIS di Perugia di continuare a farsene carico. Da notizie apprese sui mezzi di informazione pare invece che si vada verso l’appalto ad un privato. Nonostante nel programma elettorale dell’attuale amministrazione era prevista la creazione di una società in house, cioè di proprietà comunale ma privatistica nelle forme di gestione (vedi Formia Rifiuti Zero), per la gestione dei parcheggi, dei trasporti locali e di gestione delle aree di interscambio.

Un bel “revirement” nell’arco di pochi giorni; che sottolinea la mancanza di coraggio nel porre rimedio a quanto è sotto gli occhi di tutti. Infatti, dopo un trentennio nel quale ci hanno raccontato che la cessione del privato del servizi pubblici e comunali doveva essere la panacea di tutti i mali della gestione pubblica, alla prova dei fatti questo non è avvenuto, anzi peggio. Oggi ci troviamo a doverne pagare le conseguenze negative, con l’esplosione dei costi, la riduzione dei diritti dei lavoratori, che non sono più dipendenti pubblici (comunali) ma privati e infine con dei servizi scadenti.

D’altronde il modello liberista che si è imposto in questi anni ha avuto un filo conduttore ben chiaro: la subordinazione dello Stato e del potere pubblico – compreso gli enti locali – al “dio mercato”.

Nel nostro comune poco o nulla è rimasto immune da questo innamoramento. I Rifiuti sono gestiti dalla Formia Rifiuti Zero, su cui ritorneremo successivamente. L’acqua è gestita dalla rapace Acqualatina, la cui gestione si è dimostrata essere inefficace e carissima. I trasporti sono gestiti dall’A.T.P., che vanta un parco autovetture che dire obsoleto è dire poco. I parcheggi a pagamento dalla S.I.S. di Perugia , società che non si è mai caratterizzata per soluzioni all’avanguardia. Basti pensare che le macchinette dei ticket del parcheggio sono ancora privi di Bancomat, come previsto dalla legge di stabilità 2016. Il servizio di refezione scolastica è gestito dalla tedesca Dussmann service srl. Il servizio di trasporto ed assistenza scolastica alla ditta Formia Noleggi srl. Nulla si sa dell’esistenza della carta dei servizi per ogni servizio, strumento di tutela del cittadino dai disservizi. Figuriamoci se sia dato sapere dei controlli sulla qualità del servizio erogato. Insomma abbiamo trasformato il comune di Formia in un appaltificio, che delega ai privati la gestione del nostro vivere quotidiano. E quando si scelgono altre strade, non si ha il coraggio di osare. E’ il caso proprio della Formia Rifiuti Zero, che è una società di proprietà comunale ma privatistica nella gestione del servizio che espleta, per cui le sue finalità statutarie sono il profitto. A nostro avvisto invece andava e va creata un’agenzia speciale – vale a dire senza scopo di lucro – unica soluzione legislativa capace di impedire che anche un solo euro vada al profitto, pubblico o privato che sia.  Concludiamo ricordando che i sette ex-lavoratori della società Golfo Ambiente vanno liquidati quanto prima, onde evitare che si aggiunga al danno la beffa. Lo stesso vale per i lavoratori dell’A.T.P.

 

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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