Rifiuti: Facciamo il punto

Le indagini sulla gestione del ciclo dei rifiuti appaltati alle società ECO.CAR srl e I.P.I. Srl – appartenenti entrambe alla famiglia DEODATI – svolte dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e che vedono coinvolti a vario titolo funzionari e amministratori dei comuni di Gaeta, di Minturno, ma anche comuni del casertano, quali Caserta e Marcianise, e comuni della provincia di Roma (Anzio, Nettuno, Guidonia Montecelio), con il coinvolgimento addirittura di soggetti non meglio identificati appartenenti alla pubblica amministrazione e più segnatamente al TAR del Lazio e della Campania, dimostrano qualora ce ne fosse ancora bisogno della giustezza dell’abbandono dell’appalto nella gestione dei servizi pubblici, in particolare per quanto riguarda la gestione del ciclo dei rifiuti. Bene ha fatto il comune di Formia ha starne lontano. Meno bene purtroppo l’aver scelto il modello della società in house – quindi un soggetto di diritto privato – con capitale interamente pubblico, qual è la Formia Rifiuti Zero. Da parte nostra avevamo infatti proposto la creazione dell’azienda speciale, in quanto più vicina al modello della municipalizzata, vietato oggi per legge ma da sempre l’unico vero modello pubblico degno di tale nome. Le cose sono andate diversamente e l’attuale amministrazione pare non voglia mettere in discussione il modello adottato. Purtroppo l’odio dei nostri governanti per il pubblico ha fatto dei disastri clamorosi. La privatizzazione dell’impossibile è diventata la norma, anche se nascosta dietro la formula della gestione in house. Ora Veniamo ai giorni nostri e precisamente agli inizi di novembre, quando il consiglio comunale di Ventotene – per l’esattezza la sola maggioranza – ha dato parere favorevole alla proposta di adesione alla società Formia Rifiuti Zero e relativo affidamento del servizio “in house” alla medesima società. La possibilità è prevista dall’articolo 1 dello statuto – approvato con DCC n.60/2014 – della società dei rifiuti, che infatti recita “l’ingresso di nuovi soci nella società a enti locali o ad altri enti pubblici” e dall’articolo “5 – Capitale societario”Oltre al comune promotore posso entrare a far parte della Società altri enti pubblici territoriali locali (Province, Comuni e loro consorzi) purché ne condividano le finalità statutarie”. L’articolo “6 – Trasferimento quote” disciplina invece il trasferimento delle quote societarie tra soci, imponendo due limitazione: le quote non possono essere cedute a soggetti che non siano pubblici (comma 1), che esiste il diritto di prelazione da parte degli altri soci (comma 2) e che l’assemblea dei soci dovrà esprimere pare favorevole o meno (comma 3). Ora viene il bello!!! Infatti il consiglio comunale di Formia – e non la Giunta – dovrà decidere se accettare o meno la richiesta di adesione pervenuta da Ventotene. Rimane però il mistero sulle modalità con le quali avverrà tale adesione. Ad esempio quale sarà il metodo per l’acquisto delle quote societarie da parte del comune isolana? Altro capitolo è quello che riguarda il calcolo delle tariffe, come saranno disegnate? Per quanto riguarda la gestione finanziaria quali saranno gli strumenti adottati per impedire che il bilancio vada in sofferenza? Sono tutti dubbi che vanno sciolti, perché a nostro avviso senza adeguate contromisure si rischia di creare un carrozzone pseudo-pubblico, che saranno chiamati a pagare prima i lavoratori (con un aumento del carico di lavoro già ora elevato stante l’insufficiente numero di essi) e poi i cittadini (con l’aumento delle tariffe). In questo non ci aiuta a pensare positivo la presenza alla dirigenza della società di Raphael Rossi, che proprio nei confronti dei primi non è stato mai troppo tenero. Tra l’altro non dimentichiamo è in proroga. Né ci aiuta il silenzio dell’attuale maggioranza sul deliberativo approvato dal consiglio comunale di Ventotene, così come l’assenza di una lettura complessiva sulla gestione del ciclo dei rifiuti. Il partito democratico per bocca del suo candidato a sindaco Marciano ha espresso parere favorevole all’operazione. D’altronde il sogno della sinistra di palazzo è la costituzione di un soggetto gestionale comprensoriale, che concentri su di sé anche altri servizi (la sosta, il trasporto pubblico urbano,…). Possiamo non condividerne l’obbiettivo, un azzardo ad andarci leggeri, ma almeno è chiaro. Ci vorrà molto sangue freddo per dare il proprio assenso ad un’adesione quanto meno fumosa al momento.

 

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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