La riqualificazione urbana è l’ennesimo bluff del democratico Zingaretti

La crisi economica generale ha raggiunto livelli allarmanti. I tradizionali indicatori economici sono prossimi allo zero o hanno superato limiti un tempo inimmaginabili. A chi invoca l’eccezionalità del momento, invitiamo a leggere la “Teoria del Valore” di Karl Marx e la legge della caduta tendenziale del saggio di profitto, per capire come questa crisi, tutt’altro che imprevista, sia l’effetto del modo di produzione capitalistico.

Di fronte alla crisi – ed alla povertà tremenda che ne scaturisce – la politica borghese – dall’internazionale al locale – tenta in ogni modo di nascondere le responsabilità del proprio fallimento.

Da un lato cercando i capri espiatori a cui assegnare le colpe della crisi, dall’altro, offrendo qualsiasi mezzo a chiunque mostri capacità di sbloccare l’empasse economica e sociale.

Trattando il caso dell’industria edilizia, possiamo osservare come uno di questi mezzi disperati sia la legge sulla Rigenerazione Urbana (R.U.) – versione “green & cool” del piano casa di berlusconiana memoria – edita dalla sinistra borghese di Zingaretti. Tant’è che pur di far cacciare i denari a banche e patri capitalisti straccioni, la politica – abdicante al proprio ruolo di indirizzo e pianificazione – offre pezzi di territorio con una promozione paghi 2 prendi 3, se come dice la legge gli interventi effettuati in tale ambito consentono un incremento del 35% di superficie lorda.

Magari un tale provvedimento fosse la “matta” per far saltare il banco! Purtroppo tante e tali sono le contraddizioni che anche questa legge sulla R.U. – studiata per rispondere alle drammatiche esigenze dettate dal consumo di suolo, del risparmio idrico ed energetico, nonché della tutela della pubblica sicurezza dal rischio sismico – con molta probabilità farà la fine del piano casa ovvero con risultati notevolmente al di sotto delle aspettative.

Le contraddizioni della legge sono tante, una tra le più evidenti è quella che riguarda l’esclusione dei centri storici individuati dal PTPR dagli ambiti di intervento, che comporta l’esclusione di un terzo (49.353 Fonte ISTAT) degli edifici da recuperare. Ma come si dice non tutti i mali vengono per nuocere.

L’ex fabbrica di Laterizi “Fornaci D’Agostino”, che il Documento Unico di Programmazione (DUP) 2019-2021 comprende tra i siti dove applicare le iniziative proposte dalla legge R.U., sembra essere inclusa nelle elenco dei centri storici (cs 532 del PTPR), per cui – salvo smentite o aggiornamenti – dovrebbe essere esclusa.

Una fortuna per la nostra città, ormai allo stremo per quanto riguarda il consumo del suolo.

Non sappiamo come l’amministrazione intenda procedere ma sicuramente è necessario un cambio di passo vista le lentezza che la sta caratterizzando. Visto che si vuole dare seguito a quanto dichiarato nel DUP, vale a dire aggiornare la “variante delle certezze” di Purini alla luce delle richieste della legge per consentire programmi e interventi di R.U. Questo comporta però una serie di provvedimenti preliminari (definizione delle strategie localizzative e ricadute sulle previsioni di PRG; obiettivi di rigenerazione e di sostenibilità sociale ed economica degli interventi) di cui ancora non sembra avviata la discussione.

Certo l’attuazione di tali interventi sarebbe una ventata di modernità in città, ma c’è da chiedersi come si può parlare di modernità in un città che ha fatto degli scandali urbanistici e delle speculazioni fondiarie la cifra principale della sua vita.

Purtroppo il rischio dell’urbanistica contrattata è quello di intavolare con la proprietà fondiaria un defaticante percorso fatto di facilitatori e malversatori di ogni specie. Diversamente la politica di questa città dovrebbe, se ne è capace, governare l’urbanistica con rigore etico e strenua difesa del bene comune. Ma forse abbiamo sbagliato tempo e luogo.

Non vorremmo all’improvviso ritrovarci nel bel mezzo di una verità insopportabile: una città che muta pelle ma che alla fine rimane sempre la stessa.

Insomma un incubo.

Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

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