La lotta contro Acqualatina è un’occasione persa per la nostra comunità


Nell’ottobre del 2016 l’allora amministrazione Bartolomeo decise di approvare il progetto definitivo per la “Realizzazione e completamento dei tratti condotta idrica e fognaria in località Santa Croce (via S.Croce, via Farano e via Pilato/via Centurioni)”. L’opera sarebbe stata finanziata tramite la contrazione di un mutuo (leggasi debito) di 300mila euro con la cassa depositi e prestiti e in parte con fondi di bilancio. Ebbene oggi l’opera diventa realtà. Infatti con deliberazione n.100 del 26 Marzo 2019 l’attuale amministrazione comunale ha deciso di approvare – su proposta del dirigente ai lavori pubblici Lanzillotta – il progetto esecutivo. Quindi la collettività, cioè noi cittadini, dovrà sobbarcarsi l’onere di spendere 300mila euri dei nostri soldi per realizzare un’opera che logica vorrebbe debba essere fatta dal gestore, visto che proprio al gestore sono stati dati in concessione impianti e reti per trent’anni (a partire dal 2002), soldi che sarebbero si sarebbero potuti utilizzare in ben altro modo, soprattutto ora che i comuni piangono miseria, vista la «sforbiciata» che lo Stato centrale ha effettuato a danno dei trasferimenti agli enti locali (ben 22 miliardi di euro dal 2010 al 2017). D’altronde sono anni che i comuni dell’ATO4, la provincia di Latina e la regione Lazio aiutano Acqualatina a non crollare, sostituendosi al gestore nel finanziare opere che avrebbe dovuto realizzare la società italofrancese. Basti pensare al finanziamento regionale, già assegnato ed utilizzato di 3.850.000 euro, destinato ad rifacimento di ben 17 tratti fognari sul territorio comunale di Formia (anno 2013), oppure ai dissalatori di Ponza e Ventotene che la regione Lazio ha regalato ad Acqualatina al costo di oltre 15 milioni di euro. E ci fermiamo qui, perché l’elenco è sterminato. E nonostante l’indegno sostegno pubblico le perdite della rete idrica sono folli. Quasi 3 litri su 4 immessi dal gestore si perdono – durante il percorso che va dalle sorgenti ai cittadini – a causa delle perdite. 3 litri che sono comunque pagati dai cittadini in bolletta. A questo proposito sottolineiamo inoltre la pessima qualità degli interventi di riparazione. Numerosi cittadini ci hanno segnalato casi di riparazione, seguite da nuove rotture. D’altronde il sistema Acqualatina si regge a tutt’oggi grazie all’assenza di controlli da parte degli organismi deputati ad essi e della magistratura. Non ci risulta ad esempio che ci siano fascicoli aperti per capire le vere cause della crisi idrica che ha colpito la nostra città nel 2017. Le uniche indagini aperte sono contro di noi, perché i vertici di Acqualatina si sono sentiti diffamati per un nostro articolo. Non possiamo che prendere atto quindi che si continua a prendere in giro i cittadini alimentando quella che da sempre abbiamo definito la truffa dell’acqua e cioè un sistema illegittimo – trasformato in legittimo grazie alla politica – che ha sottratto l’acqua ai suoi naturali proprietari, cioè i cittadini, per regalarlo a chi ha trasformato l’acqua in un business. Rimane incomprensibile il ruolo passivo proprio dei cittadini. Ridotti da decenni al ruolo di sudditi non hanno ben compreso che la battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia per la democrazia. Aspettiamo il loro risveglio. Da parte nostra la lotta continua e non saranno intimidazioni che tengano a fermarci.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista

Formia

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