Trasporto ferroviario:“Uomini come animali”

Nel 2019 succede anche questo. Uomini e donne, trattati come animali. Il tutto avviene sul treno regionale 2380 delle 6:11 e il treno regionale 2404 delle 6:25 che sono in partenza – tutti i santissimi giorni – dalla stazione di Formia per Roma Termini.

Persone – lavoratori, militari, insegnanti, studenti (di entrambi i sessi) – che devono prendere servizio e quindi affrontare una dura giornata di lavoro a Roma. Dalla stazione di Formia non c’è più posto se non in piedi nei corridoi o seduti sui gradini delle entrate o davanti ai bagni maleodoranti. Il treno 2380 poi è già noto alle cronache per le denunce dei Comitati Pendolari che criticavano il diffuso malcostume e lo scarso controllo delle autorità.

Una situazione inaccettabile per un servizio essenziale per la società che – dati Trenitalia – da gennaio 2019 a settembre ha servito 68 milioni di passeggeri nel Lazio con altissimi indici di comfort, gradimento, pulizia, puntualità, permanenza a bordo, informazioni a bordo e security. Addirittura dell’80%.

Secondo infatti l’ultima indagine demoscopica, commissionata da Trenitalia, assistiamo ad una crescita costante della customer satisfaction: 80 viaggiatori su 100 sono soddisfatti del viaggio nel suo complesso, circa tre punti percentuali in più rispetto a settembre 2018.

Percentuale che ci induce a pensare che probabilmente non sono state intervistate quelle 2000 persone che scendono da quei treni alle 7:00 del mattino a Roma Termini e che devono recarsi al lavoro già stanchi, essendo stati costretti a fare un viaggio di almeno un’ora e venti in piedi!

Vorremmo anche sapere cosa ne pensa l’intero consiglio comunale di Formia e, magari farlo presente nella prossima visita dell’Amministratore delegato di RFI a Formia, visto che nel febbraio di quest’anno l’assessore all’Urbanistica si è incontrato a Roma proprio con l’amministratore delegato e direttore generale di RFI Rete Ferroviaria Italiana per discutere di pianificazione urbanistica e infrastrutturale del territorio formiano (su cui presto faremo sentire la nostra voce), dall’esito del quale è l’ Amministratore delegato di RFI è stato invitato a recarsi in visita al Comune di Formia.

Non si può tollerare una situazione del genere. E’ inaccettabile che l’insieme dei lavoratori che sono la spina dorsale dell’economia di questo paese vengano trattati alla stregua di animali.

Dunque chiediamo o che si aumenti il numero delle carrozze dei due treni, o si aggiungano nuovi treni all’orario ferroviario. E soprattutto è ora che qualcuno inizi a pagare per le proprie malefatte, altrimenti le promesse rimarranno sempre tali e i disagi continueranno ad esistere.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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