Usura uguale criminalità organizzata

Nell’aprile del 2012 l’ormai ex presidente del consiglio regionale del Lazio, citando i dati del rapporto «SOS Impresa», affermò che il 20% delle famiglie nella provincia pontina fosse a rischio sovra indebitamento e quindi di essere costrette a ricorrere agli usurai per sopravvivere. Il ministero dell’Interno sostiene che l’usura è nella mani della criminalità organizzata.

Ormai sono dati di fatto i casi della zona di Aprilia dove operano soggetti legati alla criminalità romana, oppure del sud Lazio, dove la fanno da padrone personaggi legati alla camorra casertana e napoletana. Basta pensare ai numerosi arresti per reati del genere avvenuti da parte delle forze dell’ordine in questi ultimi anni.

Già nel 2005 la provincia di Latina ha siglato un protocollo di intesa con la fondazione “WANDA VECCHI ONLUS”, finalizzato alla realizzazione di una campagna integrata e sistemica di prevenzione e lotta all’usura, attivata poi attraverso azioni mirate di sensibilizzazione e diffusione della “cultura della legalità” e “dell’uso corretto del denaro”. La stessa – come si apprende dalla brochure pubblicata sul sito della provincia di Latina – sin dal 2000 si occupa di prevenzione e lotta all’usura sul territorio della Regione Lazio. La ONLUS peraltro ha aperto uno sportello Antiusura nei locali del comune di Formia, proprio in ragione della gravità del fenomeno nella nostra città, considerato uno dei comuni pontini dove è più diffuso il reato.

Nel gennaio del 2011 alla prima s’è unita l’associazione antiracket «SOS impresa» che ha annunciato l’apertura, sempre a Formia, di uno sportello antiusura indipendente dall’amministrazione comunale. Anche la giunta comunale ha battuto un colpo approvando con la deliberazione n.293 del 20/09/2012, il progetto “Sportello Antisura – L’amico giusto”, realizzato dai servizi sociali del comune, in collaborazione con le associazioni SOS impresa, che nel frattempo ha evidentemente cambiato idea, e Rete Legale Etica, di cui però si sa poco, quindi vorremmo maggiori delucidazioni, visto che nella delibera scaricata dal sito del comune manca l’allegato.

Il progetto da realizzare vale 57mila Euro, di cui 7mila prelevati dal bilancio comunale e 50mila da richiedere alla regione Lazio, utilizzando il Fondo regionale per prevenire e combattere il fenomeno dell’usura. Un’ottima iniziativa da consolidare e seguire, considerato il fondato timore che anche in quest’occasione tutto si trasformi nell’ennesimo fuoco di paglia di una giunta che ha fatto e fa dello slogan lostile di governo, il velo con cui celare il suo immobilismo a fronte di questioni molto più gravi delle semplici inaugurazioni di piazze e monumenti.

L’usura non è un fenomeno isolato, bensì una delle mille facce del crimine organizzato. Il primo passo va bene, ma non basta, altri sono strumenti e condizioni affinché la pubblica amministrazione combatta con efficacia la criminalità organizzata. Sicuramente gioverebbe un clima diverso e la consapevolezza che la diffusione dell’usura è figlia dell’azione penetrante della criminalità organizzata tanto da essere diventata una minaccia per la vita democratica nonché una fonte di inquinamento per la pubblica amministrazione, così come hanno dimostrato, più volte le indagini delle forze dell’ordine.

Per tali ragioni, aspettiamo che il sindaco Michele Forte la finisca di diffondere in città la tesi negazionista e finalmente ammetta, sebbene a malincuore, che il fenomeno del crimine organizzato è presente a Formia in maniera molto diffusa, chiarendo anche i motivi della presenza di esponenti di spicco di clan camorristici nella nostra città. Atti del genere sarebbero un bel segnale contro chi intende fare di questo territorio il proprio cortile di casa, dove poter condurre indisturbato i propri loschi affari.

In tal modo la lotta all’illegalità può diventare finalmente patrimonio comune. Non uno strumento di lotta politica agito per ottenere le proprie ragioni, come sembra voler dimostrare la novità della richiesta del gruppo comunale degli autonomi d’istituire un tavolo per la legalità, mentre lasciano, dopo un patetico tira e molla, la maggioranza di centrodestra, di cui sono stati da sempre silenziosa parte organica, anche quando il sindaco si produceva nelle sue negazioni. Se la lotta alle mafie deve durare l’arco di un mattino, il tempo una lite di palazzo, allora è meglio continuare a far finta di niente.

Quando agli annunci seguiranno concrete inversioni di linea, allora si potrà iniziare a ragionare.

Gennaro Varriale
Segretario del Circolo “Enzo Simeone”
Partito della Rifondazione Comunista
Formia

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