Parco De Curtis, l’ennesima trovata del sindaco Forte

Parco De Curtis, l’ennesima trovata del sindaco Forte Una premessa sostanziale. Noi siamo favorevoli a tutti quegli eventi che tendono a modificare gli abituali modi di uso degli spazi, offrendo la possibilità di mettere in luce e riscoprire il valore delle risorse naturali e delle bellezze artistiche altrimenti soffocate dalla vita quotidiana. Siamo favorevoli al punto tale che vorremmo che iniziative del genere acquistino sempre più spazio.

Detto questo non possiamo manifestare il nostro sconcerto per l’idea aberrante posta in atto dal sindaco Forte, che nel periodo di massima intensità abitativa nel quartiere di Gianola, dopo aver sottratto 4000 mq di parco per darlo in uso ad una cooperativa per farne un parcheggio per camper, e successivamente – chissà perché – adattato anche ad essere un parcheggio per automobili, come nulla fosse concede l’intera superficie del parco, non solo una parte, per una manifestazione di motociclisti, consentendo il campeggio e, soprattutto, il parcheggio, senza controllo alcuno.

Su quanto è accaduto siamo curiosi di conoscere il pensiero del Dott. Raffaele Marra, direttore della direzione organizzazione, personale, demanio e patrimonio della regione Lazio, che ha dato al comune di Formia il proprio nulla osta perché lo stesso abbia in uso fino al 30 settembre p.v. parte del parco de Curtis per trasformarne una parte in una zona di sosta per i “soli” camper, senza dire nulla sulla trasformazione del resto in una zona di sosta per motociclette, roulotte e tende. Ad oggi infatti, non risultano richieste e/o autorizzazioni in tal senso dalla regione Lazio.

Solo persone dotate della più assoluta insensibilità, assolutamente insofferenti per i bisogni della gente comune, può concepire un’aberrazione tale, senza alcuna verifica di compatibilità ambientale o regolamentazione dell’uso, come un parco serio richiederebbe.

Perché basterebbero alcune considerazioni elementari per far capire che dopo i guai combinati con parcheggi e camper, sarebbe stato meglio non esagerare con altre degradazioni della qualità urbana di un quartiere già provato.

Infatti, basta considerare che la popolazione del quartiere di Gianola circa 5000 abitanti, in inverno, almeno 7500 in estate, ha bisogno di almeno 45 000 mq di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport. Da ciò risulta che la superficie del parco di 37 000 mq è appena sufficiente a soddisfare la richiesta della popolazione residente, in inverno, a Gianola. Figuriamoci in estate. Sicuramente, il sindaco, più preoccupato dei volumi da realizzare che di quelli da risparmiare, trascura tutto ciò. Ma da cittadini, e quindi da titolari di diritti, non si può accettare un tale spoglio.

Da cittadini non è possibile nemmeno accettare questi scambi tra occupazioni di parco e servizi di pulizia e giardinaggio perché: il parco è pubblico ed è dei cittadini. I servizi di pulizia e altro sono dovuti e non frutto di scambio come intende fare questa amministrazione, ostentando lo spauracchio della crisi per giustificare i guadagni altrui, trascurando le numerose offerte gratuite di provvedere alla pulizia del parco.

Detto ciò, una manifestazione del genere sarebbe stata anche possibile. Se stand e tende fossero stati allocati nell’area oggi riservata ad uso esclusivo del parcheggio privato. E se non ci fossero già i camper nel parco. Infatti, vedere le auto liberamente parcheggiate nel parco con al fianco un parcheggio, è stato forse l’espressione più alta dell’inciviltà a cui può portare la disorganizzazione dell’attuale amministrazione.

Far svolgere quella festa nelle condizioni date è una scelta aberrante dettata solo dall’approssimazione con cui questa maggioranza governa il territorio, ed il modo obbrobrioso di trattare con i diversi portatori di interesse senza considerazione alcuna per gli equilibri territoriali e sociali investiti dalle loro decisioni. In poche parole dal caso al caos, regalando, inoltre, agli organizzatori anche mille euri come contributo, ovviamente soldi dei cittadini.

Domenica 30 settembre 2012 se l’amministrazione vuole dimostrare di tenere agli impegni assunti il parco dovrà essere liberato nella sua interezza. Poiché ci sono fondati motivi che ciò non accada, ed il parco torni ad essere merce di scambio per accordi sottobanco, ci appelliamo a tutta la cittadinanza, a quanti hanno a cuore il tema degli spazi pubblici in città, violentemente repressi da questi amministratori, affinché per quella data sia pronta una mobilitazione generale a cui fin da oggi dichiariamo la nostra adesione. Probabilmente altri, vorranno accettare di buon grado tali scempi ed aberrazioni. Noi no. Noi ci opponiamo. Vogliamo restare umani.

Gennaro Varriale
segretario del Circolo “Enzo Simeone”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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