Il fallimento è servito

Il consigliere comunale Stefano Paone ha involontariamente fatto molto di più di qualsiasi forza di opposizione, certificando con le sue parole il fallimento dell’attuale maggioranza. Infatti, come è possibile interpretare diversamente le sue parole, visto che dell’elenco dei provvedimenti che secondo lui avrebbero dovuto trasformare Formia in una città accogliente per i turisti e per i suoi stessi abitanti, soprattutto se giovani, non vi è traccia alcuna tra gli atti amministrativi firmati in questi anni dall’amministrazione Forte.

Ed infatti a noi sembra che tutto sia stato fatto tranne che quanto elencato dal consigliere Stefano Paone, tant’è che gli unici provvedimenti, che a memoria ricordiamo, hanno riguardato le centinai di sanatorie allo scopo di trasformare in legale gli innumerevoli abusi edilizi perpetrati ai danni del nostro territorio (e quindi della collettività).

Alcuni dei quali coinvolgono direttamente amministratori che occupano a vario titolo, posti in giunta o in consiglio comunale, altri ancora riconducibili a personaggi che comunque fanno riferimento politicamente al centrodestra. Basterebbe sfogliare l’albo pretorio online per rendersene conto.

Noi ne conserviamo gelosamente una copia, perché non si dica che siamo dei bugiardi, come spesso vogliono farci apparire. Un altro capitolo interessante riguarda, quello che il consigliere comunale Stefano Paone definisce “fenomeni spontanei di aggregazione giovanile”, sperando che non si voglia intendere con ciò “una piazza e un chioschetto”.

Quasi nulla contro chi trasforma lo svago altrui in occasione di arricchimento, ma sarebbe veramente poca cosa, rispetto ai bisogni culturali e sociali della nostra città, come dimostra il fiorire di associazioni culturali degli ultimi anni. Noi crediamo che, invece, sia necessario garantire alla cittadinanza servizi di altro tipo, tali da superare manifestazioni culturali “mordi e fuggi” quali ad esempio “RESTATE A FORMIA 2012” e i suoi 60mila euro di finanziamenti.

Ad esempio perché non recuperare l’idea di trasformare l’officina culturale in spazio aperto, dove chi vuole, può coltivare le proprie passioni, senza che questo diventi motivi di feroce contrapposizione all’interno della città.

In questo ottica sarebbe, inoltre, auspicale il ritiro della delibera con la quale si è voluto imporre un canone per l’utilizzo di alcuni spazi pubblici, con l’assurda scusa, che il comune non ha i soldi per garantire la loro gratuità. Si eviterebbe con ciò di aspettare la decisione del Consiglio di Stato circa il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato da decine di cittadini contro tale delibera ed il cui iter è in via di conclusione.

Non stupisce, inoltre, che nella disanima del consigliere comunale Stefano Paone, manchi completamente, ciò che secondo noi certifica il reale fallimento dell’attuale amministrazione di centrodestra e cioè l’assenza di provvedimenti capaci di affrontare “seriamente” contesti di devianza, di disagio, d’emarginazione, a supportare i ragazzi con handicap nelle scuole, nei centri giovanili e sul territorio oppure ancora nell’occuparsi con maggiore attenzione del dramma delle morti dei tossicodipendenti, sempre più numerose.

Eppure su questo nulla viene detto dal consigliere comunale Stefano Paone. Non vogliamo credere, che pensi basti veramente riempire Formia di telecamere per risolvere i problemi di devianza e di disagio, come pensa l’assessore Carpinelli.

Invece di parlare di turismo e di economia, ci dica invece come pensa di recuperare i soldi da investire nel sociale, soprattutto ora che la crisi economica che sta travolgendo Formia, diventa sempre più feroce, lasciando sul lastrico centinaia di nostri concittadini. La verità è che probabilmente il suo essere un imprenditore di successo lo tiene lontano dai veri bisogni della popolazione, soprattutto di chi arriva alla terza settimana del mese o peggiora ancora alla “seconda settimana” o a “fine settimana”.

La ricchezza non è un reato, ma che almeno ci si risparmi di dover ascoltare formule e rituali che non hanno nulla di sensato, se non sembrare offensivo per chi vive un disagio reale.

L’unica domanda che ci rimane da fare al consigliere comunale Stefano Paone è: “ma lui dove era quando l’attuale amministrazione approvava i provvedimenti, che lui stesso ha certificato essere fallimentari? Non sente per nulla il bisogno di dimettersi? Ma d’altronde cosa aspettarsi da chi, francamente, non abbiamo ancora capito se è dentro l’attuale maggioranza di centrodestra oppure è all’opposizione, dopo essere stato eletto in una lista civica di centrosinistra.

Gennaro Varriale
segretario del Circolo “Enzo Simeone”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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