La lotta alla “violenza sulle donne” vale molto di più di un viaggio

Apprendiamo dagli organi di stampa che il dott. Tallerini, in qualità di rappresentante del comune di Formia, si è recato negli scorsi in Estonia, per partecipare ad un convegno sulla “Violenza domestica in pronto soccorso”.

Il progetto comunitario, a cui hanno partecipato insieme all’Italia, l’Estonia, la Svezia, la Finlandia e la Danimarca, si è svolto nella piccola città di Haapsalu ed è stato finanziato con fondi disponibili nel programma comunitario “Europa per i cittadini”.

L’obiettivo è stato scambiarsi competenze in diversi campi, tra cui quello della violenza domestica.

Ed è qui che ci sorge più di un dubbio su quali siano le esperienze di cui può farsi latore il dott. Tallerini, non tanto per la sua professionalità che non abbiamo motivo di discutere, ma in quanto rappresentante di un comune, di cui poco si sa degli interventi messi in campo sia sul versante della prevenzione che su quello del sostegno alle vittime.

Soprattutto se si pensa che è il fenomeno della violenza fisica e sessuale sulle donne è a dir poco allarmante.

Da un indagine ISTAT svolta nel 2006, su di un campione di 25.000 donne, risulta che sono state oltre 6 milioni le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita; 14,3% delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale all’interno della relazione di coppia.

Due gli indicatori che ci preoccupano: il primo è che nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate; il secondo è che risulta che 69,7% degli stupri è opera di partner, il 17,4% di un conoscente (solo il 6,2% è stato opera di estranei).

Le violenze domestiche sono in maggioranza gravi. Lo ha dichiarato infatti il 34,5% delle donne intervistate.

Per chi non vuole credere ai numeri, gli chiediamo di aprire un giornale, potrà farsi un’idea che ciò che scriviamo non è una nostra fantasia, ma purtroppo la semplice verità.

Per quanto riguarda l’attenzione circa il fenomeno abbiamo appreso ad esempio che nel mese di Marzo è stato organizzato nella nostra città dall’ Associazione Veronica De Laurentiis-Centro Silvana Mangano (Sezione di Formia), la terza edizione del Workshop “Amarsi, dal mal d’amore all’amare con gioia”, nella quale hanno trovato spazio approfondimenti circa le tematiche della violenza domestica, l’abuso ai minori e le condotte autolesive.

Per il resto poco o nulla.

Ed allora ci permettiamo di suggerire due interventi in grado da un lato di tutelare le vittime della violenza domestica e dall’altro di evitare che la violenza avvenga, coinvolgendo i carnefici (gli uomini).

Nel primo caso sosteniamo la necessità dell’apertura di un centro antiviolenza, con personale specializzato che possa seguire di volta in volta i casi specifici, e dove poter accogliere ed aiutare le donne (e i loro figli) vittime di maltrattamenti e in pericolo di morte per mano di mariti, fidanzati, ma anche semplici conoscenti.

Un messaggio chiaro nei confronti delle donne che hanno paura di chiedere aiuto perché non si sentono protette e per dire no ai tagli “governativi” che stanno mettendo a rischio gran parte dei centri di accoglienza per le donne e i bambini maltrattati in tutto il Paese.

E qualora i tagli verranno confermati, sarà possibile chiedere sovvenzionamenti alla provincia di Latina tramite il “Bando Aperto per la concessione dei benefici economici per le attività a valenza sociale – anno 2012”, con i quali l’ente di via Costa mette a disposizione finanziamenti per iniziative “finalizzate ad azioni in favore di soggetti deboli” (scadenza Settembre 2012). Oppure ancora rivolgendosi alla regione Lazio, che non abbiamo dubbi vorrà finanziare un’opera così meritoria.

Nel secondo caso riteniamo che sia opportuno anche sperimentare nuovi approcci che sappiano aprire un dialogo anche con gli uomini che maltrattano, in modo da prevenire le violenze, con tutte le conseguenze del caso.

E’ utile a tal proposito l’idea di istituire un centro di ascolto per uomini maltrattanti, così come si sta sperimentando in altri comuni di Italia.

Il tutto in attuazione delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa, con le quali si invitano gli stati membri ad eliminare la violenza maschile sulle donne attraverso la promozione di programmi di cambiamento rivolti a maltrattanti, con i quali eliminare dal contesto culturale la violenza ed ogni altro tipo di abuso che avvengono all’interno delle relazioni affettive.

E soprattutto ribadiamo che è necessario parlarne ovunque, perché il fenomeno della violenza delle donne non rimanga tra le quattro mura di casa.

Gennaro Varriale
segretario del Circolo “Enzo Simeone”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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