Il disastro del trasporto ferroviario e le colpe del centrodestra

Tra i tanti tagli che l’attuale crisi sta sferrando alla schiena e alle gambe dei cittadini, vogliamo occuparci di quelli che stanno colpendo i ‘pendolari’ della nostra città. Come tutti sanno ogni giorno un numero consistente di lavoratori muove dalla nostra stazione per raggiungere le metropoli di Roma e Napoli.

I tagli ai trasporti decisi dal governo Berlusconi e la necessità di lavorare fanno sì che i treni “Intercity” del mattino giungano a Formia, di fatto pieni al punto da costringere chi si prepara ad una lunga giornata di lavoro a viaggiare per oltre un’ora in piedi.

Ancora peggio al malcapitato che prova a mettersi in coda alla biglietteria, lo attende una fila lunghissima che spesso comporta la perdita del treno, a meno che non decidano di recarsi in stazione con largo anticipo (pressapoco all’alba).

Da ultimo, il taglio dei trasferimenti alle regioni, sempre più consistenti, unito al gioco della domanda e dell’offerta ha fatto si che,nel nuovo orario ferroviario, i “formidabili strateghi” di Trenitalia, per riempire un treno AV Rm-Na hanno ridotto gli Intercity nella fascia serale lasciando a piedi molti di quelli che nella capitale devono rispettare l’orario d’ufficio, che come è noto, va ben oltre le 18.00. Di tal guisa, quello straccio di residua umanità cui aspirano quelle persone, si dissolve nella lenta cadenza dei regionali, da quarant’anni uguali a se stessi. Fatto che se pensato per un giorno è anche ammissibile, ma se ripetuto per giorni e settimane diventa allucinante.

Ormai è noto che l’attuale declinazione del senso di ‘libertà’ ha trasformato le persone, da esseri con un cuore ed una mente, portatori quindi di diritti, in tasche, portatrici di banconote. Naturalmente la buona politica, può porre rimedio a tutto ciò, ed infatti il comitato dei pendolari cerca di attenuare l’arroganza di Trenitalia, nella completa indifferenza invece dell’attuale maggioranza di centrodestra che governa senza soluzione di discontinuità gli enti locali di prossimità, quali la città, la provincia, la regione ed infine da pochi giorni anche l’Italia e che quindi avrebbe la possibilità, se solo volesse, di intervenire per risolvere i problemi che assillano i pendolari.

Probabilmente l’unico interesse dell’attuale maggioranza nei confronti del trasporto ferroviario è di garantirsi posti “ben pagati” all’interno delle società che ruotano intorno alla galassia delle Ferrorie dello Stato, ci risulta ad esempio che Clemente Carta, consigliere comunale a Formia in quota Udc (la seconda gamba della coalizione che governa gli enti locali di prossimità), già membro del cda di Ferrovie dello Stato, è attualmente presidente Fercredit S.p.A. – Gruppo Ferrovie dello Stato, incarico che gli consente sicuramente di non vivere di stenti.

Di fronte alla condizione di cittadini suoi pari, ma meno fortunati di lui, chiediamo all’illustre concittadino, di convincere i suoi colleghi, come ad esempio l’amministratore delegato Mauro Moretti, ad avere un’attenzione per i trasporti locali pari a quella che hanno per gli appalti, che da sempre sono la gallina d’oro che sollecita gli appetiti dei grandi gruppi industriali del nostro paese.

Posto che sarebbe stato ancora più interessante, ma certo meno remunerativo, vederlo all’opera come assessore ai trasporti, al posto dell’ineffabile avvocato Cardillo Cupo, che mostra molto più interesse per altre questioni che per le condizioni indegne in cui sono costretti a spostarsi i lavoratori.

Concludiamo chiedendo al comitato ed a tutte le forze politiche maggiore attenzione per le condizioni del trasporto locale in modo particolare per la fascia mattutina, aumentando la pressione verso Trenitalia, attratta dai soldi facili dell’AV, infastidita dalla domanda dei pendolari, che hanno l’onore e l’oscuro onere di far muovere il paese.

Gennaro Varriale
segretario del Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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