Il “cacone” balneabile: un colpo di sole dell’assessore Assaiante?

Al termine dell’estate, con tutte le difficoltà che esistono per accedere alle spiagge, spesso a causa del fatto che vengono trasformate a fine giornata in discariche dai cumuli di rifiuti abbandonati dai bagnanti e ancora più spesso dall’insopportabile traffico che incrementa, oltre quasi sopportazione umana, il tempo di percorrenza dei pochi chilometri di asfalto che attraversano Formia e che ci permettono di raggiungerle, ci saremmo aspettati dall’assessore Assaiante un intervento di più ampio respiro sugli interventi da prendere in esame per la soluzione dell’annosa questione della qualità delle stesse.

Invece, con la fantasia di sempre, l’assessore Assaiante ha annunciato la probabile apertura della spiaggia de “il cacone” considerato che a breve – a dire dell’assessore – il mare antistante la spiaggia ritornerà ad essere balneabile. Per dovere di cronaca dobbiamo sottolineare che apprezziamo gli importanti lavori condotti sull’area, da ultimo in ordine di tempo i lavori di pulizia fatti dalla ditta Zinicola Giovanni di Formia, di cui abbiamo trovato riscontro nell’elenco delle determine pubblicate sul sito del comune di Formia, ed ancora prima i lavori – importantissimi anche questi – fatti per l’allacciamento delle utenze del centro cittadino alla condotta fognaria, che dovranno impedire, o almeno lo speriamo, lo sversamento in mare di acque luride e nocive che rovinano il mare, inquinano l’ambiente e attentano alla salute pubblica. Atti criminali da perseguire in ogni dove, tratto di costa o fiume che sia.

Ma che ora, dopo che queste importanti opere di risanamento sono state fatte, sostenere che anche la spiaggia del “cacone” possa essere considerata balneabile, ci sembra probabilmente più frutto di un colpo di sole che altro. Lungi da noi l’intento di voler rompere le uova del paniere all’assessore Assaiante, che sappiamo essere molto impegnato a dare una sua impronta personale alla città a dispetto dei suoi alleati che lo tirano per la giacchetta, ma l’entusiasmo con cui è stato dato l’annuncio appare a dir poco fuori luogo, e spiegheremo il perché, non prima di avergli fatto domanda:«La spiaggia del “cacone” è interdetta alla balneabilità, perché inquinata come si potrebbe supporre dalla ricostruzione di cui lei si fa vanto o, diversamente, perché vicina al porto, dove – per legge – non è consentita la normale attività balneare?».

Infatti, l’Arpa Lazio, agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, nel pubblicare sul suo sito istituzionale [www.arpalazio.it], i dati riguardanti la qualità delle acque dell’intero litorale laziale classifica l’area della spiaggia come “zona interdetta alla balneazione per motivi diversi dall’inquinamento (zone portuali, militari, foci di corsi d’acqua, ecc.), tant’è che in quel luogo non sono previsti punti di monitoraggio, come abbiamo verificato nelle nostre ricerche online. Analogo divieto di balneazione vale per l’area della “Foce Fosso Tuoro” che si trova subito dopo il “cacone” (procedendo in direzione Gaeta).

Con lo stesso fine abbiamo cercato di consultare il portale internet dedicato allo scopo dal ministero della salute [http://www.portaleacque.it], peccato che, nonostante tutta la nostra buona volontà, non ci sia stato possibile capire lo stato della spiaggia tanto cara all’assessore Assaiante. Probabilmente una maggior cura nella realizzazione dello stesso portale non avrebbe guastato.

Se quanto riportato dall’ARPA Lazio è vero allora è dura credere che un giorno sarà possibile fare il bagno nelle acque di fronte alla spiaggia del “cacone”, a meno che non si voglia provvedere ad un intervento legislativo per ribaltare lo stato delle cose. Atto di cui, considerato quanto v’è da fare da altre parti, francamente non se ne vede alcuna necessità. In tema di balneabilità e non, con l’occasione vogliamo chiedere all’assessore Assaiante se ha avuto modo di far verificare dal personale preposto se nelle zone interdette alla balneazione siano stati installati i cartelli con i relativi divieti, in modo da segnalare ai bagnanti del pericolo che si corre nel fare il bagno in quei tratti. Questo sì che potrà farlo con gioia.

Gennaro Varriale
circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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