L’ufficio stampa del comune di Formia organo di propaganda del sindaco Forte

Non sono poi cosi lontani gli anni in cui le repubbliche sovietiche erano criticate per la loro scarsa democrazia, a causa anche del feroce controllo esercito sull’informazione. Per cui era naturale attendersi che con l’avvento del nuovo millennio, un informazione libera avrebbe accelerato il cammino verso una società più giusta.

Oggi quando nulla più sembra ostacolare il raggiungimento di questo importante traguardo scopriamo,invece, di essere in una condizione peggiore, dove il servizio stampa invece di tenere fede al suo principio fondante è strumentalizzato oltre il limite della normale decenza, in spregio all’intelligenza altrui. Si perché, che si possa essere di parte ci sta in un paese come il nostro, dove la deontologia professionale è memoria di tempi antichi, ma che errando dai propri compiti si difenda – a spada tratta – le posizioni del Sindaco Forte ci sembra veramente troppo.

Non pretendiamo l’obiettività da parte dei dipendenti del sindaco, ma quanto meno il senso del limite, evitando di abbandonarsi a toni insolenti nei confronti delle opposizioni consiliari, impegnate nelle loro funzioni, cioè tentare di rappresentare l’altra parte della città. Così l’Ufficio stampa del Comune di Formia – organo istituzionale dell’ente – invece di essere un mero organo informativo al servizio dei cittadini appare sempre più uno strumento di propaganda politica al servizio del sindaco.

La prova di quanto affermiamo è nel comunicato, relativo al risultato del consiglio comunale del 28 giugno, nel quale la maggioranza di centrodestra ha approvato con 22 voti a favore la delibera con cui di fatto si cede il servizio di raccolta rifiuti del comune ai privati. L’estensore, alla fine della nota, chiude con questo commento: “Parole sensate e responsabili quelle del sindaco finalizzate a riportare la discussione sul piano dei contenuti del servizio sui rifiuti evitando di incorrere in derive strumentali e demagogiche”.

Per cui, in un sol colpo, al sindaco s’affida il senso e la competenza ed alle opposizioni la deriva strumentale e demagogica. Lungi da noi conoscere l’oscuro dipendente comunale autore di tale affermazione, ma vorremmo ricordargli che, pagato non dal sindaco ma dall’erario, confonde il suo lavoro di impiegato dell’Ufficio stampa comunale con la sua militanza politica che lo trasforma a portavoce/megafono del sindaco.

Quindi, se proprio ci tiene di lasciarsi a tali affermazioni, sarebbe opportuno che lasciasse l’incarico, onde evitare di far fare all’istituzione guidata dal suo capo la figura di “comune delle banane”.

Questo è il nostro consiglio, sebbene con tutta probabilità la colpa non è sua ma di chi assumendolo non gli ha spiegato la differenza tra i due ruoli, ritenendo sufficiente saper usare la tastiera di un computer. In conclusione ci preme ricordare che quella che è stata definita una deriva strumentale e demagogica è un inequivocabile indirizzo politico che la maggioranza “vera” degli italiani – considerato il valore del quorum rispetto all’affluenza delle elezioni politiche – ha dato alla politica del nostro paese. I servizi pubblico devono essere gestiti nell’interesse del cittadino e non del capitale, a cui devono essere riconosciuti i costi ma non il profitto che, lungi dall’essere una questione marginale, è la causa del degrado dei principali servizi di interesse generale.

Un campione per tutti del disastro – che solo il centrodestra pontino finge di non vedere – è l’esperienza disastrosa del servizio idrico gestito in maniera penosa da Acqualatina. Il sindaco Forte e la sua giunta, per nulla ravveduti da tale disastro, con sospetta caparbietà, manifestano la volontà di moltiplicare di affidare a privati i servizi comunali, per nulla spaventati dai casi di Minturno, Gaeta, Terracina e Latina, che nulla di buono dicono per noi cittadini, a cui molto probabilmente spetterà l’ingrato compito di rimediare al danno economico, gravati come saremo da nuovi balzelli e da incrementi di tariffe.

Ciò nonostante il fatto che nessuna legge impedisce una gestione completamente pubblica, così come l’esito dei referendum ha sancito. Davanti a tutto ciò paradossale appare l’ostinata interpretazione dell’attuale maggioranza, che prendendo atto dell’abolizione della legge Fitto-Ronchi – nella parte che relativa l’obbligo della messa a gara dei servizi pubblici, avvenuta con l’affermazione del primo quesito referendario, che rende possibile la gestione completamente pubblica del servizio – decide comunque di andare avanti per la propria strada, rimasta ancora tra i pochi che recitano il dogma “privato è meglio”.

Sulla questione dell’affidamento del servizio di igiene urbana, l’attuale maggioranza può stare certa, noi non abbasseremo la guardia, portando nuove motivazioni a che la gestione del servizio di raccolta rifiuti ritorni ad essere pubblica. Con la speranza quanto meno che alla prossima occasione che l’estensore del comunicato di cui sopra abbia iniziato il suo nuovo e più adatto lavoro: redattore del bollettino UDC.

circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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