Il Parco “De Curtis” e la vendetta postuma della giunta Forte

La temporanea chiusura del parco “De Curtis” è, ancora una volta, la dimostrazione del totale disinteresse che la giunta Forte ha verso gran parte della periferia, nonostante l’altissimo consenso elettorale che vi raccoglie.

L’unica periferia che veramente interessa al sindaco Forte è Maranola.

Dichiarare – come ha fatto il sindaco – di essere stati costretti alla chiusura temporanea del parco, perché l’appalto per la sorveglianza è scaduto , per poi riaprirlo dopo nemmeno un mese, dimostra della superficialità con cui la questa giunta amministra la nostra città.

Solo le rimostranze degli abitanti del quartiere di Gianola-S.Janni, hanno impedito al sindaco di proseguire nella demolizione di quanto dalla precedente giunta Bartolomeo, ed in particolare di quanto è direttamente riconducibile a Rifondazione Comunista.

Il parco “De Curtis” deve diventare un luogo d’incontro e uno spazio culturale, al servizio non solo del quartiere di Gianola-S.Janni, ma dell’intera città, tanto più se si considera la cornice incantevole in cui si trova, la vicinanza al mare ed l’adiacente tratto di spiaggia pubblica.

Le periferie sono parte importante della città ed un parco attrezzato, capace di sviluppare attività culturali ed aggregativa, è un elemento fondamentale per migliorare la qualità della vita ed il benessere dei suoi abitanti, ma al sindaco Forte ed alla sua gente, tutto ciò non interessa.

Per tali ragioni noi abbiamo lottato per restituire alla città, dopo oltre 30anni, un bene sottratto alla collettività dall’avidità di un privato, con le necessarie complicità di cui ha goduto nel palazzo comunale.

Quando si trattò di strappare 40mila metri quadri di parco dalle grinfie di chi lo gestiva abusivamente, gli attuali amministratori di centrodestra si opposero fino al punto di coinvolgere i loro referenti istituzionali in regione per bloccare l’apertura del parco.

Rifondazione Comunista, con l’ appoggio dell’allora assessore regionale Nieri, si impegnò per il recupero dell’area e per il reperimento dei finanziamenti necessari per la sua riqualificazione.

Il recupero prevedeva la ristrutturazione dei due edifici ivi contenuti, la sistemazione dell’intera area con l’installazione di nuovi arredi, di panchine, di giochi per bambini, e la messa in sicurezza del parco e di altre opere di miglioramento.

Per questo venne affidato ai tecnici dello Studio Pica Ciamarra e Associati, l’incarico per la sistemazione del parco e contemporaneamente vennero chiesti altri finanziamenti pubblici, oltre a quelli disponibili nelle casse comunali.

Sicuramente non avremmo voluto l’attuale stato di abbandono.

Invece di denigrare il lavoro altrui, chiediamo al sindaco di riprendere il lavoro interrotto, e di chiedere l’apertura di un tavolo istituzionale presso la regione Lazio, e con l’occasione potrà chiedere conto dei finanziamenti promessi.

Il resto sono tutte chiacchiere da bar, che lasciano il tempo che trovano e che possono interessare solo i tanti politici accorsi al capezzale del moribondo, con la sola intenzione di raccogliere qualche voto.

Giulio Chinappi
responsabile ambiente
circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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