Piano acustico: “oggetto quanto mai misterioso”

La rapidità con cui è stato approvato, nell’ottobre 2009, il piano acustivco è stata giustificata con lo scopo di prevenire il deterioramento di zone non inquinate e di fornire allo stesso tempo un indispensabile strumento di pianificazione, di prevenzione e di risanamento dello sviluppo urbanistico e commerciale della nostra città, impedendo gli eccessi causati da volumi sonori autarchici.

Scelta in teoria apprezzabile ma che ci aveva lasciato molto perplessi perché dalle parole dall’assessore al Commercio e allo sviluppo economico, Raffaele Ranucci appena insidiatosi, si capiva che proprio con l’approvazione della delibera nasceva un problema non da poco, cioè l’impossibilità poter redigere a breve termine tali tabelle di zonizzazione acustica, in quanto privi delle capacità tecniche necessarie.

Molte le lamentele da parte degli operatori commerciale della nostra città, che colpiti nel portafoglio e obbligati a sottostare a regole troppo rigide, chiedevano al comune di rivedere i criteri di limitazione dell’inquinamento acustico, invitando lo stesso ad una maggiore flessibilità per quanto riguardava gli orari e il tetto dei decibel. Poi come è solito farsi, la vita della nostra cittadina riprendeva a scorrere tranquillamente e sulla questione della mancata stesura del piano di zonizzazione acustica calava il silenzio, sia da parte dei nostri amministratori che dell’opinione pubblica.

Poi pochi giorna fa, il presidente dell’«ArpaLazio» Ennio Zaottini è ritornato sull’argomento, ricordando che ancora oggi di questo piano di zonizzazione acustica non vi è traccia, e lamentandosi inoltre della poca collaborazione delle amministrazioni locali nella sua stesura. Vorremmo proprio che l’assessore Ranucci ritorni sull’argomento e che ci faccia sapere lo stato dell’iter del piano anche perché saremmo in presenza di un grave paradosso: una delibera priva dello strumento che ne permette la sua applicazione.

Dopo le opere che vengono inaugurate nonostante non siano state complete, solo per il gusto di apparire come la giunta del fare, dopo una gestione dell’emergenza viadotto che ha lasciato perplessa un’intera cittadinanza ( come non ricordare i primi giorni in cui la città sembrava stesse esplodendo), siamo alle delibere a metà.

Una dimostrazione della confusione progettuale della giunta Forte, priva, per quanto ci riguarda, di una visione di insieme che si ponga come obiettivo una programmazione di interventi, a medio e lungo termine, tali da garantire uno sviluppo omogeneo del nostro territorio, evitando da un lato interventi di natura speculativa, che riducano la nostra città ad un mostro di cemento, e dall’altro favorendone non solo la naturale vocazione turistica ma anche una maggiore vivibilità da parte dei residenti.

Roberta Trombetti,
segretario
circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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