Un’altra politica è possibile, «se non ora, quando?»

Le elezioni del 28 e 29 Marzo sono un’ottima occasione per cambiare l’ordine delle cose: non più una regione per pochi ma una regione per molti.

Siamo rimasti tra i pochi a credere che al centro del governo di una regione ci debba essere la giustizia sociale, capace di coniugare l’ottimizzazione delle risorse economiche, sempre più ridotte a causa dei numerosi tagli apportati dai governi centrali, ed il sostegno alle fasce sociali più deboli, cosa di cui tutti straparlano ma che pochissimi praticano;

l’attacco al privilegio, soprattutto quando questo si trasforma in parassitismo, con il prevalere sugli interessi generali di interessi particolari , con gruppi di famiglie che da anni si spartiscono la torta dei denari che vengono riversati sulle nostre città, famiglie che, in molti casi, nei loro comportamenti ricordano i clan mafiosi;

un attenzione maggiore per lo sviluppo del territorio che scelga di operare in sottrazione e non in addizione, cioè togliendo e non aggiungendo altro cemento, rafforzando, contemporaneamente, la tutela dell’ambiente e del patrimonio archeologico;

una sanità che sappia essere al servizio dei cittadini e non terra di conquista da parte dei soliti nomi;

una politica che faccia della trasparenza lo strumento per ridurre gli sprechi ed avvicinare le persone alle istituzioni;

una maggiore vigilanza sui fenomeni criminali che interessano la nostra regione, individuando quelle che sono le commistioni tra criminalità e politica;

il ritorno all’acqua pubblica, consapevoli che è necessario toglierla dalle mani degli speculatori, per restituirla ai cittadini;

la tutela del lavoro, in anni in cui il diritto ad un lavoro stabile e ben pagato è stato sacrificato in nome del profitto; migliorare la qualità dell’offerta formativa, perché nelle scuole si formino i cittadini del futuro, capaci di dare un contributo importante alla creazione di una società più giusta e più equa;

il rifiuto di qualsiasi politica razzista, molto spesso infatti fenomeni come la xenofobia e il neofascismo hanno trovato protezione nelle istituzioni; un forte sostegno alle politiche di accoglimento dei migranti, non possiamo continuare a guardare dall’altra parte mentre si approvano leggi che li condannano a vivere in condizioni disumane.

Bisognar ripartire da capo, con la sperimentazione di modelli sociali,culturali ed economici che sappiano farci uscire dalla crisi che ha sconvolto le nostre vite, consapevoli che un altra modo di fare politica è possibile.

Roberta Trombetti
segretario
circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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