Formia e la criminalità organizzata, un fenomeno sottovalutato

Oggi un duro colpo è stato inferto al malaffare. Una vasta operazione di polizia ha interessato il territorio compreso tra Terracina e Formia: 12 arresti, 77 persone denunciate ed il sequestro di beni frutto di attività di riciclaggio e investimenti fittizi per un valore superiore a 500milioni di euro, tra cui spiccano le aree Ex Desco di Terracina e Madonna delle Grazie di Fondi.

Beni riconducibili al clan Mallardo di Giugliano, con esponenti radicati nella nostra zona, dediti a riciclare denaro, nei settori dell’edilizia e del commercio.

Un operazione che ha impegnato oltre 500 uomini della GDF e della polizia, sotto la guida della DDA di Napoli, a seguito degli sviluppi delle indagini che hanno interessato il MOF di Fondi. L’attività criminale, fatta di intimidazioni ed estorsioni, ha il chiaro intento di mettere le mani sui settori produttivi del territorio, primo tra tutti il settore degli appalti pubblici, per controllarlo grazie alla notevole disponibilità di denaro sporco a basso costo.

Una piccola Gomorra che contamina la società, con gravissimi danni, che richiede un rapido intervento, complessivo e coordinato, per fermare i mandanti di tale devastazione, per espellerli dal nostro tessuto sociale. Ma la cosa più grave è il silenzio. Gli amministratori locali sono impegnati a sottacere il problema paventando il rischio del danno ad un immagine – sempre più offuscata – dei nostri comuni.

Un comportamento favorevole ai tanti che guardano agli investimenti criminali come un’ottima opportunità sia per costruire un consenso elettorale, sia per arricchirsi. Consapevoli di ciò, abbiamo chiesto più volte, l’istituzione dell’osservatorio sulla legalità, per sensibilizzare la cittadinanza e monitorare il fenomeno criminale nella città. La risposta ai nostri appelli è stata la negazione della gravità di tale fenomeno.

La sottovalutazione di quanto è accaduto non solo a Formia, ma in tutto il sud pontino, è la dimostrazione di ciò che molti da tempo sostengono: la contiguità sospetta tra una parte della classe politica locale e le organizzazioni criminali. Sul punto la relazione Frattasi offre quadro lampante e drammatico del rischio che corre un comune attaccato dalla malavita.

A tal proposito siamo ancora in attesa del dossier annunciato dal presidente Cusani. La città di Formia giace sull’orlo del baratro, la società civile è al bivio: può scegliere o continuare a chiudere gli occhi, lasciando che la propria economia sia definitivamente conquistata dalla malavita organizzata, o resistere alla tentazione della connivenza, all’arricchimento facile e criminale, per iniziare un cammino condiviso di legalità.

Purtroppo, disperando sul contributo fattivo dell’attuale maggioranza, i cui silenzi sono il chiaro segno della sottovalutazione del fenomeno criminale, ci rivolgiamo a tutte le realtà sociali: partiti, sindacati, associazioni, chiesa di questa città affinché si possa avviare, un percorso che faccia della legalità la base del vivere civile del nostro territorio, e per avviare una volta e per tutte lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, per restituire una speranza ai giovani che sempre in maggior numero lasciano il nostro territorio per emigrare al nord per un lavoro stabile ed onesto.

Roberta Trombetti
circolo “ENZO SIMEONE
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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