Il reddito di cittadinanza è un diritto anche per i “senza tetto” e i “senza fissa dimora”

Il Partito della Rifondazione Comunista chiede che anche a Formia gli uffici comunali abbiano la funzione di Residenza anagrafica per consentire a stranieri ed italiani che vivono in strada e che non possono accedere ai documenti di base, dalla carta d’identità alla tessera sanitaria di beneficiare di cure mediche e del reddito di cittadinanza. Niente di strano! Visto che è un servizio già attivo nei comuni di Milano e Barcellona. Dunque un occasione per portare un po di modernità in questo posto dimenticato da Dio, dove quest’anno non si è stati nemmeno capaci di attrezzare un ricovero notturno per i senzatetto.

Appare appena il caso di ricordare ai nostri smemorati amministratori che l’amministrazione comunale (giunta Bartolomeo) nel maggio 2015 ha istituito la “via delle stelle” per iscrivere – con numero progressivo dispari – i “senza tetto”, risultanti residenti al momento del Censimento, ed i “senza fissa dimora”, che eleggono domicilio nel Comune, ma non hanno un vero e proprio recapito nel Comune stesso; nonché – con numero progressivo pari – ulteriori casi simili ma al di fuori delle fattispecie precedenti.

Chissa’ se il Settore Demografico ha provveduto agli adempimenti conseguenti. Nel caso contrario chiediamo provvedere immediatamente, poiché senza iscrizione “senza tetto” e “senza fissa dimora” non hanno possibilità di accedere ai benefici di legge vigenti.

Fra i quali, non solo la possibilità di godere a pieno titolo di tutti i benefici derivanti dall’accesso al servizio sanitario nazionale, ma anche al reddito di cittadinanza, provvedimento del governo gialloverde per dare un sostegno economico – se pur insufficiente a nostro avviso – a quanti non hanno un lavoro. L’accesso a tale beneficio di legge – da quanto si apprende – pone tra i requisiti necessari proprio la residenza, oltre ad essere cittadino italiano o europeo o lungo-soggiornante e risiedere in Italia da 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa. Peccato però che quando una persona finisce in strada perde la residenza e viene cancellato dalle liste anagrafiche, quindi non ha più nemmeno una carta d’identità. Con buona pace degli azzeccagarbugli di turno.

Dunque invitiamo i servizi sociali del comune di Formia ad attivarsi, affinché siano rimossi gli ostacoli burocratici che impediscono a “senza tetto” e “senza fissa dimora” – residenti in città ed aventi titolo – di usufruire del reddito di cittadinanza.

Chiediamo inoltre che gli uffici comunali assistano questi ultimi nell’iter burocratico per presentare la domanda nei tempi e nei modi previsti dalla legge.

Non facciamoci trovare impreparati e diamo un segno di civiltà in un tempo dove impera il sorriso idiota della barbarie!

circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

Formia

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