Ciao Zigone

Ciao Zigone,

vista da lì, dove stai, la tragedia dei nostri giorni ha una dimensione diversa. L’epilogo della tua esistenza ti ha risparmiato la devastazione del capitalismo degli ultimi venti anni, lo sfruttamento dissennato dell’uomo sull’uomo, il saccheggio delle risorse, la violenza e la prepotenza che i forti usano verso i deboli, spesso giustificando il tutto con l’idea che l’arricchimento personale è il fine ultimo della propria vita.

Come spiegare questi tempi di epidemie incontrollate se non come l’effetto di un capitalismo cieco e dissennato, che sfrutta le risorse oltremisura, che costringe gli uomini in agglomerati urbani stretti e bui, con scarsità di spazi pubblici, che li assembra in pochi mezzi pubblici, angusti, scarsi e pure scassati; che li assiste in ospedali inadeguati, malfunzionanti e con pochissimo personale sanitario, a causa dei tagli indiscriminati, figli della progressiva morte dello stato sociale così come l’abbiamo conosciuto nel secolo corso.

Oggi – che la situazione è drammatica a causa della pandemia legata al Covid19 – tutti invocano l’intervento dello stato, quando ai tuoi tempi, tutti anche quelli che avevi conosciuto nel partito comunista, invocavano l’intervento del mercato, la liberalizzazione dei servizi, il privato è bello e il pubblico è brutto, arrivando all’offesa e alla derisione. Quante volte insieme a te abbiamo visto quelle “facce storte”, quelli che si presentavano alle assemblee con toni pacifici e concilianti, per poi, alla prima svolta rimangiarsi tutto e vendere il nostro patrimonio ideale per una poltrona. Quante volte Enzo, insieme a te abbiamo imparato a guardare ipocriti, che parlavano per ore, per poi alla prima difficoltà lasciarci soli nella notte a svolgere il nostro dovere di militanti. Tante, ma non fa nulla.

Da te abbiamo imparato, l’umiltà di chi con semplici parole parlava con cognizione delle svolte della storia, da te con poche parole abbiamo imparato a conoscere i traditori, quelli che cercavano di imbonire i compagni della bontà delle schifezze che a tutti i livelli, dalla nazione alla regione, dalla provincia al comune, hanno perpetrato negli anni.

Nell’occasione del quindicesimo anniversario della tua scomparsa vogliamo liberare il campo dai tristi pensieri e di quanti hanno fatto della politica un’occasione di arricchimento per sé e per il proprio clan, vogliamo ricordare il compagno instancabile dedito alla causa dalle prime ore del mattino, quando attaccava nel turno di lavoro, alla sera quando assisteva alle discussioni dei compagni, ricordiamo l’agitatore politico e sociale tra i cittadini, il curatore della bacheca dove affiggeva le notizie del giornale di partito e del sindacato.

Ricordiamo il collega che aiutava gli altri lavoratori nelle disavventure che occorrevano loro contro i padroni, ricordiamo l’uomo umile e taciturno, che se n’è andato senza dire nulla a nessuno, lasciando un vuoto ed un silenzio che, ancora oggi, fa un rumore assordante.

Oggi pensando a te e alla tua prematura scomparsa non possiamo che ribadire che il nostro impegno per una società più giusta continua, insomma più comunista.

Il comunismo è la società futura, quella che verrà dopo quella capitalista arrivata con la rivoluzione borghese. Quando il lavoro vivo, quello dei lavoratori che ogni giorno guadagnano il proprio salario, prevarrà sul lavoro morto, quello che i capitalisti accumulano estraendo plusvalore dalle merci prodotte dai lavoratori. I caratteri della società futura sono già presenti nella società attuale, si hanno gli esempi nello stato che distribuisce ricchezza per garantire sussistenza ai cittadini impossibilitati ad acquisire i propri mezzi di sussistenza, nei poteri centrali “costretti” ahiloro ad erogare servizi, per tutelare i cittadini. Quando la società nuova arriverà il potere lo avrà chi lavora e non chi sfrutta il lavoro, ed allora, caro Enzo, chi potrà vederne i benefici, sarà salito anche sulle tue spalle, come tante volte nella storia, quando il progresso è arrivato quando l’uomo nuovo è salito sulle spalle dei giganti. I compagni.



Circolo “ENZO SIMEONE”

Partito della Rifondazione Comunista

Formia



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