Lo strano caso degli impianti sportivi di rilevanza economica

Nel dicembre 2014 è stato pubblicato sull’albo pretorio, ,e sul sito istituzionale del Comune di Formia, il bando – per le manifestazioni d’interesse – finalizzato all’affidamento degli impianti sportivi minori comunali, ad essere interessati sono stati campetti polivalenti di San Giulio, Gianola, Rio Fresco e Penitro.
Ebbene sono passati 19 mesi e nessuno degli impianti sportivi, tranne quello di Rio Fresco (dato temporaneamente in gestione alla parrocchia) , è stato effettivamente dato in affidamento a cicchessia.
Dal bando, ci ha informati l’assessore allo sport dell’epoca, sono stati esclusi gli impianti sportivi minori comunali di via Cassio e via Ponteritto che saranno sottoposti a successivo avviso pubblico in quanto impianti a rilevanza economica.
E’ proprio su questi ultimi due che vogliamo occuparci, perché confermano quanto stiamo urlando inascoltati da anni e cioè che la nostra città è piegata agli interessi di alcuni privati, con la complicità della classe politica che in questi anni ha occupato il palazzo comunale.
Veniamo ai fatti.
Nel novembre 1999 il comune di Formia e l’associazione sportiva CASSIO CLUB firmavano – a seguito di un avviso pubblico – una convenzione decennale – non soggetta a rinnovo – per l’affidamento in concessione decennale dell’impianto sportivo pluriuso che si trova in via Cassio, per un canone ricognitorio di 2milioni e 500mila lire annui.
L’associazione sportiva si impegnava ad effettuare – pena decadenza dell’affidamento – una lunga serie di migliorie strutturali, così come previsto nel piano finanziario degli investimenti. Erano a carico del gestore le utenze dei servizi (luce, acqua e gas).
Alla scadenza della concessione le opere realizzate dall’associazione sportiva sarebbero dovute essere acquisite gratuitamente al patrimonio comunale.
Inoltre il comune di Formia poteva rientrare in possesso della struttura anticipatamente, versando al gestore un indennizzo per ogni anno mancante alla scadenza naturale della convenzione stipulata.
Il comune di Formia aveva inoltre facoltà di utilizzare la struttura gratuitamente ogniqualvolta lo riteneva necessario.
Così come l’associazione sportiva si impegnava a impartire gratuitamente ai ragazzi del quartiere lezioni di educazione fisica ed a garantire lo svolgimento di attività sportiva dalle ore 14.00 alle ore 17.00 di ogni martedì
Nulla veniva prescritto in merito ad eventuali importi da chiedere a chi avesse voluto usufruire della struttura, lasciando quindi completa libertà al gestore di imporre il pagamento di un canone (quota) agli utenti.
Nel Maggio 1995 il comune di Formia cedeva – dietro il pagamento di un canone annuo di un milione di lire – la gestione – tramite la stipula di una convenzione – della struttura comunale dei campi da tennis “ex-americani” di via Ponteritto al Centro Sociale Culturale di Gianola e all’associazione socio-culturale “A. Simeoni”, con l’obbligo di realizzare – a proprio spese – un campo sportivo finalizzato alla creazione di un centro per la pratica della varie attività sportive.
La durata della convenzione era decennale. Al termine della stessa la struttura sarebbe dovuta essere acquisita gratuitamente al patrimonio comunale.
Anche in questo caso il comune di Formia aveva inoltre facoltà di utilizzare la struttura gratuitamente ogniqualvolta lo riteneva necessario ed era prevista – previo autorizzazione del comune di Formia – l’accesso e l’uso della struttura – in orario antimeridiano – agli alunni delle scuole statali, accompagnati dai docenti
Era inoltre prevista la possibilità che i gestori originali potessero trasmettere la concessione in parola ad altra società, società che non tarda a materializzarsi.
Infatti nel Luglio 2000 – l’amministrazione comunale – con deliberazione di giunta comunale n.200/2000 autorizzava il trasferimento della concessione all’associazione Gianola 95.
Anche in questi caso nulla viene prescritto in merito ad eventuali importi da chiedere a chi avesse voluto usufruire della struttura, lasciando anche in questo caso completa libertà al gestore di imporre il pagamento di un canone (quota) agli utenti.
Passano gli anni, passano le amministrazioni, ma rimane il vecchio vizio di pensare che la cosa pubblica sia al servizio di pochi e non dell’intera collettività, ma noi – come pochi altri – non ci arrendiamo e chiediamo conto all’amministrazione comunale del perché, sebbene le convenzioni siano di fatto scadute da anni, le strutture sportive menzionate non siano ritornate nella disponibilità della collettività.
Sono state attivate proroghe alle due convenzioni che non conosciamo? Cosa tra l’altro vietate espressamente dalle stesse. Qualcuno ha mai fatto quattro conti per sapere a quanto ammonta il danno della casse comunali per i mancati introiti derivanti da canoni di concessioni veramente miserevoli, a fronte di guadagni astronomici per i gestori, segnalando eventualmente la cosa alla Corte dei Conti? Qualcuno ha mai controllato la corretta applicazione delle convenzioni?E’ così difficile prevedere una gestione delle strutture sportive – così come di tutti i beni di proprietà comunale – che faccia prevalere l’interesse collettivo rispetto all’interesse del privato di turno?
D’altronde il nostro unico interesse è dovuto al fatto che le superfici di questi impianti devono essere utilizzate gratuitamente dagli abitanti del quartiere per un equilibrato sviluppo psicofisico della persona (gli standard urbanistici). Questo è ancora più importante per Via Cassio dove il campo è vicino ad grande complesso di edilizia economica popolare ed a Gianola carente di superfici attrezzate a favore degli abitanti.
Pare invece che il blocco di potere che governa ininterrottamente la nostra città abbia deciso diversamente, dando più importanza ai rapporti di parentela che ai legittimi interessi della collettività.

Circolo “ENZO SIMEONE”
partito della Rifondazione Comunista
Formia

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