Largo Paone, la storia infinita dei cantieri

Quando si parla di superficialità ed arroganza non lo si fa per ripetere un sordo ritornello, ma per sottolineare un comportamento che, denuncia dopo denuncia, dimostra un abitudine. Nonostante i nostri continui interventi, ed i danni nelle opere pubbliche, l’Amministrazione comunale continua imperterrita a gestire i lavori nello stesso modo, ossia a non dirigerli. Sia chiaro, il nostro primo interesse nasce dalla sicurezza sui luoghi di lavoro e dalle condizioni in questo si svolge, in tal senso lo stato dei cantieri è un esempio indicativo di quale sia la sicurezza di quel luogo.

Purtroppo, nostro malgrado, la storia dei cantieri nella nostra città è fatta di noncuranza delle regole da parte delle imprese e complicità di chi – obbligato per legge – è deputato a controllare che codici e regolamenti siano rispettati. La conferma dell’indifferenza per le nostre numerose denunce, ma ben più grave l’indifferenza per il rispetto delle leggi, è il cantiere della riqualificazione di largo Paone, opera con un valore a base d’asta di 2 milioni e 683 mila314,66 euro finanziata dal Ministero dell’Economia e della Regione Lazio, per complessivi 3 milioni e 300mila euro. Un cantiere aperto il 29 Settembre 2008 con la fine lavori fissata per il 26 Luglio 2009 (come si può leggete dal cartello di cantiere, questa volta presente).

Ma siamo ormai a dicembre 2010, e nonostante ciò che dice il sindaco Forte, i lavori non risultano ancora completati, tanto che il parcheggio sotterraneo è ancora chiuso ed una parte del piazzale è ancora “in teoria” interdetto alla fruizione da parte del pubblico. In pratica, liberamente accessibile, in quanto la transennatura installata da mani anonime sia insufficiente ad impedire l’accesso, che anche un bambino riesce a farsene beffe.

A dimostrazione di ciò in questi giorni numerosi cittadini hanno avuto modo di “passeggiare” nel parcheggio , e pertanto luogo non sicuro, mettendo a rischio la propria incolumità fisica, a causa dello stato in cui si trova la parte di cantiere ancora non completato. Nel largo Paone infatti ci sono: 1) numerosi tombini scoperti, in cui si rischia di cadere, 2) zone pedonali insidiose prive della pavimentazione prevista, 3) macchinari industriali parcheggiati senza che siano stati messi in sicurezza, impedendone l’accesso ad eventuali malintenzionati, 4) numerosi cigli di pietra e pedane di legno, 5) depositi di laterizi abbandonati lungo il percorso. Ma la cosa più grave – per cui chiediamo provvedimenti immediati – è la presenza di due enormi cumuli di pietre e basolati, facenti parte della vecchia pavimentazione, di cui uno alto circa 3 metri, che non danno grandi garanzie di stabilità, tanto da far temere che possano muoversi e cadere contro al pedone sprovveduto e non autorizzato che si trovi a passare da quelle parti.

Tale è lo stato in cui è tenuto il cantiere che più di un dubbio ci è venuto pensando alla condizione di sicurezza di chi ha lavorato, e lavorerà, al suo interno, perché è prassi che per risparmio e per rapidità l’operaio edile il più delle volte opera in condizioni di pericolo, che a volte si trasformano nelle tragedie definite da altri “morti bianche”, ma che noi chiamiamo omicidi. Milioni di euro saranno spesi nei prossimi anni per la realizzazione di opere: il nuovo cimitero, il canile, le rotonde, il Porto Ranucci, senza peraltro sapere che fine faranno le opere attuali incomplete.

Tuttavia è nostro fondato timore che, a fronte della fanfara ufficiale in giubilo per le nuove opere, poco o nulla verrà fatto per la sicurezza sui cantieri e perché si termini lo stillicidio quotidiano che trasforma Formia in una città dove si commettono gravissime irregolarità, sicuri dell’impunità. Se manca il personale per controllare gli abusi delle imprese che appaltano i lavori pubblici? l’amministrazione può assumerlo, come ha fatto per altri ruoli molto meno utili, visto che il rispetto del patto di stabilità, così tanto sbandierato, ora lo permette.

Roberta Trombetti
segretario del Circolo “Enzo Simeone”
partito della Rifondazione comunista
Formia

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